
Pari e patta! Anche Napolitano si dice “soddisfatto” dell’accordo raggiunto tra la Procura di Salerno e la Procura Generale di Catanzaro. Le agenzie, i tg, ed i giornali domani in edicola parleranno di un accordo “che serve a ripristinare le funzioni giurisdizionali” interrotte dai vicendevoli sequestri.
Quello che nessuno ha detto è che se la Procura Generale di Catanzaro avesse lasciato lavorare i colleghi di Salerno, evitando di emanare un provvedimento illegittimo (il contro-sequestro del materiale sequestrado dalla Procura di Salerno) la “funzione giurisdizionale” non avrebbe subìto alcun contraccolpo.
Non solo. Le inchieste Poseidone e Why Not che si cercava di smontare un pezzo alla volta, mentre qualche giornale complice esaltava ogni riunione dello strano “pool” come se ogni volta si conseguissero importanti risultati sul fronte delle indagini, sarebbero proseguito comunque una volta che a Salerno fossero riusciti a fare in autonomìa copia di ogni atto.
Cosa che Catanzaro “faceva finta” di fare da qualche mese. Senza dare alcun riscontro ai magistrati campani.
Intanto il Governo vorrebbe approfittare della bufera per costringere il Parlamento a votare qualche riforma della Giustizia scritta da Cicchitto e Quagliarello. A cosa serve una riforma se già le norme esistenti avrebbero dovuto evitare lo “scontro tra procure” di cui tanto si parla?
Che i politici oppure i membri del CSM ricordino all’opinione pubblica che l’atto di Catanzaro era illegale. Perché competenti sui magistrati del capoluogo calabrese sono i magistrati di Napoli.
Magari ci accorgiamo che tutta questa fretta di dare un colpo di grazia alla Giustizia, alla fine, non c’è.
antonino monteleone
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