Spero di portare sfiga anche agli altri latitanti citati in un post di qualche settimana fa.
Gli uomini di Renato Cortese hanno posto fine alla latitanza di Giuseppe De Stefano, classe 1969. Dopo i resoconti di Claudio Cordova e Antonio Morelli (entrambi con video incorporato) sono necessarie alcune considerazioni.
Ha festeggiato il suo ultimo compleanno in casa, come è plausibile che sia avvenuto anche per i precedenti. Una latitanza che sembra vissuta senza troppi affanni. Un po’ dimagrito rispetto alla foto segnaletica sul sito del Ministero dell’Interno si è presentato con il capello cotonato, vestito da “persona per bene“.
Salutando i giornalisti (“Ciao belli!“) e mandando (e ricevendo) baci prima di salire sull’auto che lo ha condotto in carcere.
Ha vissuto in un appartamento in Via Eremo Botte, al civico 32/A ospitato da Giovanni Tavella. Un uomo sul quale sono in corso accertamenti ed al quale durante la seconda guerra di mafia, nel marzo del 1990, uccisero un figlio che all’epoca aveva 22 anni.
Giuseppe De Stefano è riuscito, durante la latitanza, a concepire due figli per i quali il Tribunale dei minori, alla fine del mese di ottobre, gli ha revocato la patria potestà. Una decisione sulla quale ho espresso alcune riserve soprattutto per le motivazioni addotte dal Giudice.
Revocata la potestà a De Stefano perché il perdurare della latitanza scaturiva il «concreto effettivo pericolo che l’influenza della personalità del padre potesse determinare l’assorbimento di una cultura mafiosa» da parte dei figli.
E questo è un dato di fatto.
Ma la contraddizione sta nelle motivazioni con le quali il Giudice mantiene la potestà in capo alla madre.
Partendo dal «fatto che il padre sia da tempo latitante, addirittura da prima della nascita dei due figli, per cui egli non è in grado di esercitare un’effettiva influenza sulla formazione dei figli» il Tribunale dei Minori sottolinea il fatto «che la madre e la sua famiglia di origine siano del tutto fuori dal circuito criminale del contesto del gruppo mafioso a cui si ritiene partecipe il De Stefano».
Come se scopare con un latitante (che è tuo marito, ed è anche ‘ndranghetista) fosse un atteggiamento che rende estranei ad un “contesto crimanale“.
De Stefano non poteva stare lontano dalla sua Città perché, come ribadito dal Procuratore Capo Giuseppe Pignatone e dal capo della Mobile Renato Cortese, “il contatto con il territorio è essenziale per un capo”.
MI chiedo perché solo “negli ultimi due anni sono state intensificate le ricerche” e non sono state condotte in maniera incessante da subito. La nascita dei figli, i battesimi. Natale, pasqua e compleanni. Tutti eventi che non ha mai vissuto da clandestino.
Nello stabile dove è stato arrestato c’è una targa, appena sotto al numero civico, GIMA Immobiliare. Nessuno lo ha mai notato. Nessuno nel vicinato l’ha visto. Nessuno sapeva. Come si è premurato di precisare il Questore Santi Giuffré evidenziando la “difficoltà” di portare a termine la cattura per la “presenza di tante persone per bene, persone normali”.
Fino al 1994, anno in cui scattò l’operazione “Olimpia”, Giuseppe De Stefano, residente in “Contrada Armacà”, era socio nell’impresa
EUROGEL S.N.C. DI CAMPOLO GAETANO E C. Numero REA: RC-124141.
La società oggi è inattiva.
Anche se De Stefano ha sempre svolto attività di impresa sotto mentite spoglie.
Nel 2002 la vicenda delle intimidazioni al Presidente della Reggina Calcio, Lillo Foti ed al fratello Gianni.
Giuseppe De Stefano tentò di fare ingresso nella società Effeservice s.r.l. La Società che controlla alcuni dei negozi di abbigliamento della famiglia Foti il cui amministratore delegato – all’epoca dei fatti - era l’ex Vice-Sindaco di Reggio Calabria, Gianni Rizzica (lo sapevate?).
Secondo gli inquirenti anche la rottura del fidanzamento tra la figlia del prematuramente scomparso Rizzica (repubblicano, massone, accusato – poi assolto – di corruzione), Livia, ed il fratello di Giuseppe De Stefano, Dimitri.
Don Paolino doveva avere delle simpatìe bolsceviche. Evidentemente trasmesse al figlio Dimitri.
Dimitri De Stefano non ha gradito la presenza di una telecamere all’arrivo del fratello nei locali della Questura. Il collega, che lavora per un service come operatore del TG1, ha subìto la vigliacca aggressione alle spalle di questa “persona per bene” che gli ha riservato la premura di danneggiare quell’importante stumento di lavoro.
E’ stato detto solo marginalmente. In una edizione notturna. Il TG1 delle 20 di ieri non ha trasmesso alcun servizio. Grazie Gianni Riotta.
Tu riprendi. Io ti rompo la telecamera. Come se tutti guadagnassero i soldi per gli strumenti di lavoro come fanno loro. A suon di affari illeciti. Di estorsioni. Di traffico di stupefacenti. Con le imprese “pulite” di forniture di beni e servizi. Riciclando i proventi illeciti in altre attività, anche queste pulite. Aiutando qualche amico.
Alcuni amici rilevano un bar. Da “picciotti di sgarro“, a poco a poco, si conquistano con ambizione nuovi spazi. Suv e super sportive per girare in città e sentirsi qualcuno. Appena qualche mese dopo essere stati sorpresi a rubare in appartamento. Topi. Che hanno trovato anche la scusa di “uno scherzo”. Topi burloni.
La protezione, la legittimazione e il rispetto che derivano dal conoscere “Peppe”. Il boss latitante.
La stizza quando con lo scooter, in Via Eremo Botte, ti trovi a passare (forse come ogni giorno) ed un giornalista ti dice che “hanno arrestato De Stefano”. Le imprecazioni e le bestemmie.
La riconoscenza fuori dalla Questura. “Ciao Belli”, detto dal boss ai giornalisti, ed un bacio a te. Che glielo hai mandato per primo per farti notare. Si chiama Ivan. E sogna di diventare il “terribile”.
Con quel bacio è rimasto Ivan. Il risibile.
“Vivo apprezzamento per la cattura” anche da parte del Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. Questa volta Roto San Giorgio ha battuto le sue dichiarazioni. Non pervenute in occasione della cattura di Pasquale Condello.
Non pervenuta nemmeno l’antimafia. Da Ammazzateci Tutti a Riferimenti, passando per Libera.
antonino monteleone
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La notizia dell’arresto di un latitante, specie nella propria terra, fa sempre piacere. Purtroppo però … morto un papa se ne fa un altro!!
Per quanto riguarda la revoca della patria potestà, come tu stesso fai notare, sa un pò di presa per il culo…
“Scopare con un latitante” … ,secondo me, è da considerare reato nel caso in cui ce ne sia la consapevolezza!
Poichè la moglie era a conoscenza del fatto che il marito fosse latitante, e nel caso in cui ne fosse accertata, tramite esame del DNA, la reale paternità, non potrebbe essere accusata di favoreggiamento??
In questo caso credo che il giudice non abbia tenuto conto del bene dei bambini se ha deciso di lasciarli alla madre!!!
… dimenticavo… Ciao bello, un bacio!!!
Bravo … questo post vale un applauso… sono pienamente d’accordo con quello che dici. anche con quello che dice Angela, effettivamente Trombare con un latitante, consapevole del fatto, concepire e partorire 2 figli, mi sà più di favoreggiamento … è un mondo di merda … la gente per sentirsi importante pensa a comprare suv o macchinoni fuoriserie invece di impegnarsi nel sociale, lavorare e cercare di rispettare la legge … tipo (cumpari viristi che machinuni mi ‘ccattai, minchia frati sembri un boss) … Animali … tutti al rogo … TUTTI!!!!!!!!! In certi casi la democrazia e la galera nn bastano … (per tutto il resto c’è mastercard) … :p
A vero dimenticavo anche io …
Ciao Bello … Un bacio … !!!
p.s. certo che ci vuole davvero faccia da culo …
[...] 12 dicembre 2008 – Tanti baci a Giuseppe De Stefano Il blog di Antonino Monteleone Uno dei maggiori latitanti reggini è stato catturato dalle forze dell’ordine. I giornali ne hanno parlato ma non hanno raccontato diversi particolari della vicenda. Ci ha pensato Antonino a raccontare di frasi, di amicizie e parentele, di stranezze e incongruenze, di mancanze e di assenze di chi dovrebbe esserci, sempre. [...]
Quell’ultima frase…
Non tanto per ammazzatecitutti, quanto per Libera…
Manda qualcuno del meetup alle riunioni del coordinamento…
Se ti interessa ti dò i contatti (se non c’è li hai già)…
Saluti e baci,
Stefano
Proprio oggi ho rivisto Il risibile. Con il giubbino bianco che indossava il giorno della cattura.
Per non dimenticare.
tanti saluti e un abbraccio a Giuseppe de Stefano, una bravissima persona.
scusa ANGELA , ma una ragazza , penso anche giovane, esprimersi in questo modo. SCOP…… con un latitante. che significa. perche vorresti proibire a un latitante [di fare l'amore] per di piu’ con la moglie?. a scusa tu sei abituata a frequentare tutto un genere, di persone PURE senza peccato. cosa vorresti fare? SI forse chiedere il certificato PENALE per uso [ fare l'amore] a tutte le persone con cui esci. NON volermene, pero’ cosi ti comporti solo come una ragazzina, che accusa solo perche’ non ha mai provato cosa significa L’ AMORE.
adesso arrivo a te’ AN. trom…… con un latitante. prima di tutto usa un linguaggio piu’appropiato, dato che stai parlando della moglie di questa persona, e se ha concipito dei figli non penso debba dare conto a te’. I suv o macchinoni fuori serie come dici tu’, PENSO che sia solo una forma di invidia nei confronti di certe persone. GUARDA CHE IL PERIODO del 68 e finito , quindi togliti l’eschimo e la camicia militare, che la russia ha aperto le frontiere. inquanto al sociale, vorrei propio sapere cosa fai tu’, a parte frequentare l’oratorio, gozzovigliare nei centri sociali, girare per i giardinetti a fumare canne importate dal paese in qui risiedo. E poi cigliegino sulla torta [IL ROGO] caro AN prega nostro signore di non avere mai un disguido giudiziario, perche vedi io gioco in casa ma te’ sei in trasferta. caro AN le uniche certezze che io conosco sono l LA MORTE , LE TASSE, E CHE GIGI NON SCENDERA MAI A COMPROMESSI PER I SUOI PRINCIPI. per finire non confondere LA [ MASTERCARD] con gli album PANINI. anche tu non volermene, ma quando ci vuole ci vuole. gigi [olanda]
Sono daccordo con Gigi,che saluto con simpatia, cara Angela in Italia e penso nel mondo occidentale, non esiste alcuna normativa che impedisce ad un latitante di fare l’amore, a maggior ragione con sua moglie. Inoltre, il termine Scop. lo trovo molto volgare, in particolare quando viene utilizzato da una ragazza.Tanti saluti.
Caro A.N.
Non sono assolutamente d accordo su quanto scrivi .
Primo la moglie non e passibile di favoreggiamento.
In Quanto alle macchine con i (suoi soldi) ognuno puo fare quello che vuole. Non puoi giudicare una persona in base al tipo o al modello dell’auto .”"Animali tutti al rogo”" Ti sembra questo democrazia? Ma forse non sai cosa significa quella parola .
( NESSUNO TOCCHI CAINO ) pero anche ad abele non puoi negare un avvocato .
caro PIETRO, un saluto e un abbraccio anche a te. io non voglio insegnare niente a nessuno, ognuno ha le sue idee, ma la buona educazione va al di la di ogni rango e ceto sociale. ma penso dipenda anche dalla voglia di, apparire, contestare, deridere, infangare, calunniare. DA parte di persone che vivono in un mondo sempre piu’ virtuale. IL contatto vero, e diverso guardi le persone in faccia, allora e li che uno si confronta. IO stesso ho avuto qualche disaventura giudiziaria, ma non penso che qualquno mi possa impedire di fare L’ AMORE con la mia amata consorte. SE poi si proibisse di fare l’amore e fare figli a chi a peccato, mi sa tanto che i bambini bisognierebbe importarli dalla LUNA. gigi [olanda]
Egregio AN, per essere persone perbene o se prefericsi civili,non è necessario impegnarsi nel sociale.Per quanto riguarda i suv, la gente è libera di spendere il proprio denaro come ritiene più giusto.Conosco gente che possiede auto lussuose e non si sentono cosi importanti come tu sostieni,anzi sono molto disponibili.Infine se non ti dispiace, fammi sapere(tu che sei impegnato nel sociale)cosa fai per l’ambiente? fai la raccolta differenziata? fai il risparmio energetico? riduci il consumo di H2O potabile.Tanti saluti per tutti.
Ciao Antonino,
ho letto solo adesso questo articolo e vorrei farti i miei più sinceri complimenti.
Sei la voce della gente per bene. Che non ha il tuo stesso coraggio e pur conoscendo perfettamente la TREMENDA situazione di reggio e sapendo chi sono i mafiosi non fa niente per isolarli o per dimostrargli quanto fanno schifo. Non dovremmo nemmeno salutarli per strada.
Complimenti