Il povero Saladino

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 16 - 2008




Le chiamava “politiche attive del lavoro“.


Al centro dell’inchiesta Why Not, Antonino Saladino è un centro di aggregazione di interessi politici ed economici come mai ce ne sono stati nell’Italia Repubblicana.


Si è inventato anche l’ipotesi di un complotto ai suoi danni. A suo dire avrebbe “spezzato la catena del bisogno” rispettando la legge Biagi. Tutto “alla luce del sole“.


Antonino Saladino tira in ballo Aldo Brandirali, fondatore di “Servire il Popolo” un giorno gli avrebbe detto: “voi state spezzando una catena, che è la catena del bisogno, che è lunga 100 anni. E il potere ve la farà pagare“.


Chissà se Brandirali pensa ancora le stesse cose di Saladino, oggi che viene accusato di essere al centro di un pactum sceleris tra le forze politiche dell’intero arco costituzionale calabrese che si spartiscono, impunemente, risorse economiche e posti di lavoro.


La speranza della Calabria migliore. Costretta ancora ad emigrare.


Sta tutto scritto, nero su bianco, negli atti dell’inchiesta Why Not finiti nel decreto di sequestro probatorio operato dalla Procura di Salerno su quegli stessi atti dei quali era stata chiesta, invano, una copia tra febbraio e marzo scorso.


Saladino trovava un posto di lavoro a parenti ed amici di politici e magistrati ottenendo la “copertura istituzionale” quando si tratta di dirottare, mi correggo: “distrarre”, un po’ di soldini da una parte all’altra.


Così la confindustrietta di Comunione e Liberazione, la Compagnia delle Opere, in Calabria faceva (e fa?) il bello e cattivo tempo nella “somministrazione del lavoro in Calabria”.


Potete vedere l’intervista che Antonino Saladino rilasciò a Stefano Maria Bianchi per la puntata di Annozero del 25 ottobre 2007.


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4 Responses to “Il povero Saladino”

  1. Marco Zucco scrive:

    Ma a chi rivolgeva lo sguardo a quasi ogni domanda? al suo avvocato?

  2. chaplin '83 scrive:

    FORSE SAREBBE ORA CHE ARRIVASSE UN CATACLISMA CHE CI PORTASSE VIA TUTTI DENUDANDO QUESTA POVERA TERRA DALL’UNICO ELEMENTO CHE LA DETURPA…L’UOMO CALABRESE.

    P.S.
    MINCHIA uno che fa “POLITICA ATTIVA DEL LAVORO” , un “PROGETTISTA DEL LAVORO”??? CE NE FOSSERO COME LEI IN CALABRIA….
    APPOSTA SIMU CUMBINATI CUSI’, TROPPI PROGETTI….
    Povera patria….pure le organizzazioni cattoliche….., manca , ma non è certo lo IOR, il Banco Ambrosiano, la Med Center e il Porto di Gioia Tauro,il golpe BORGHESE, l’invasione dei Piemontesi,la rivolta dei Neri e…
    La calabria (non) esaudita grazie anche a cose come queste non decollera’ mai…..
    ANCH’IO NON PARLO IN QUANTO PAESANOTTO!!!!
    …ma comu cazzu simu cumbinati

  3. klaus kinsky scrive:

    andatevi a vedere questi video (7 in tutto) sulla storia della palestina realizzati da Barnard:
    http://it.youtube.com/watch?v=5NBZjjj2Kh4

  4. gigi scrive:

    e caro charlot , a 27 anni essere cosi pessimista. CATACLISMA. e a 50 che fai? se vuoi un futuro migliore per la tua terra, non diffamarla a questo modo. LOTTA per lei, ma non dietro una tastiera, ma di persona. allora potrai dire di essere un vero uomo. E POI cosa ti manca? TI manca il cibo? TI manca un letto? TI manca una compagna? se non ti manca niente di questo hai tutto. PENSA a quei bambini in AFRICA che hanno una pancia che quasi scoppia, e non hanno neanche unghie per grattarsi dai pidocchi,[ si perche' le unghie se le mangiano dalla FAME] ecco questi sono problemi. il resto e solamente lamentele, perche sei abituato a avere sempre tutto. MA la fame e un virus che ti permette di apprezzare anche: la tua piu’ piccola azione quotidiana. quindi non disprezzare la tua bellissima terra, da me amata, e abitata da persone che piuttosto che chinare il capo hanno preferito morire. se no rimmarai il solito paesanotto di provincia, che non a mai capito come e bella e invidiata questa terra. UNO straniero non lo sentirai mai parlare male del suo paese, nonostante i loro problemi, bensi molto, ma dico moltissimo superiori ai nostri. QUINDI cerca di essere orgoglioso del tuo paese. FINISCO “,uno diventa cio’ che’ e’. ps le ultime non e roba mia , ma di una persona chi mi ha illuminato nella mia vita. gigi [olanda]

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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