Il primo effetto concreto della puntata di Annozero di giovedì scorso sono le annunciate dimissioni di Giancarlo Pittelli.
Annunciate perché queste saranno efficaci solo dal momento in cui il Senato avrà, a scrutinio segreto, votato per l’accoglimento delle dimissioni. Cosa improbabile. Ma non da escludere. A marzo si vota per l’Europarlamento.
Giancarlo Pittelli ha considerato doverose le dimissioni “in ragione della violenta e inaudita campagna diffamatoria, altamente lesiva del mio onore, orchestrata da un soggetto appartenente alle istituzioni di questo Paese e dai suoi degni sodali“.
“Non ho mai posto in essere – aggiunge Pittelli – atti o comportamenti illeciti di alcun genere, né nella vita professionale, né correlabili all’attività parlamentare. Non faccio parte di alcuna casta e non intendo avvalermi, per dimostrare la mia illibatezza morale, peraltro già sancita dalla giurisdizione penale nel provvedimento di immediata archiviazione della mia posizione nell’inchiesta Poseidone, di alcuna prerogativa parlamentare che possa costituire un diaframma rispetto al completo accertamento della verità“.
Nell’Aula di Montecitorio “mi sarà così consentito, per la prima volta, di difendermi in maniera articolata e documentale rispetto agli impressionanti falsi elaborati ai miei danni da un magistrato e dai suoi consulenti. In tale modo rendero’ il conto del mio operato ai calabresi ed all’opinione pubblica in generale“.
In soccorso dell’avvocato catanzarese (grande amico di magistrati, politici di tutte le formazioni e giornalisti) arriva una nota congiunta del coordinatore azzurro Denis Verdini e del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto (quello che fa venire il mal d’auto a sentirlo parlare al TG1) che gli chiedono di “soprassedere dalla richiesta di dimissioni”.
“Davanti ad un’aggressione cosi’ violenta – affermano – tutto il partito sara’ al suo fianco. Desideriamo esprimere all’on. Pittelli non solo la solidarieta’ piu’ affettuosa ma anche i sentimenti della nostra stima per aver voluto dimostrare l’attaccamento e il suo grande rispetto per le istituzioni”.
Intanto l’archiviazione della sua posizione non è proprio “immediata”, ma è oggetto di un’inchiesta della Procura di Salerno proprio per alcuni profili di illegittimità (ancora presunta).
Tornando sull’attaccamento e rispetto alle istituzioni vi propongo una conversazione tra il Senatore Avvocato e suo cugino Benedetto Arcuri (legato al Governatore Agazio Loiero ed alla moglie, imprenditore nel settore delle forniture medicali).
Giancarlo Pittelli era tra i papabili per un ingresso – in qualità di Sottosegretario – nel Governo Berlusconi ter a seguito del rimpasto successivo alle regionali del 2005.
Ma il suo nome non è nella rosa che il Cavaliere presenta a Carlo Azeglio Ciampi.
E cosa ne pensa quest’uomo “profondamente attaccato alle istituzioni“ del suo Presidente del Consiglio dei Ministri?
ESCLUSIVO
«A questo punto Berlusconi è da chiudere in manicomio!!! Proprio da chiudere, ci sta ammazzando a tutti. E’ un pazzo, un irresponsabile! Non è difendibile! Non si fanno più riforme, non si fa più niente…!
Il 24 aprile del 2005 il nuovo Governo giura nelle mani del Capo dello Stato.
Pittelli e suo cugino chiacchierano.
Cugino: – Sei contento del governo?
Pittelli: – Una cacata …!!! … Una gran cacata…! … Inutile!
Cugino: – Ma c’è Micciché, però!
Pittelli: – E beh! Tiraaa!!! Il governo tiraaa con Micciché!
Il riferimento, più che esplicito, si riferisce alla vicenda che vede l’ex Ministro siciliano “assuntore di cocaina”.
Non è più coordinatore di Forza Italia e secondo qualche indiscrezione Berlusconi lo avrebbe scaricato oltre che in ragione al suo coinvolgimento in “inchieste calde” anche alle sue manifestazioni di affetto.
Ma Forza Italia è “il partito che ama” e che si stringe attorno ad uno dei suoi uomini migliori.
antonino monteleone
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Oggi solo Auguri, allo staff ed a tutti coloro che leggono il blog.
(però un piccolo “regalo” di Natale lo faccio):
Auto blu, in Italia record mondiale: 607.918 unità
Roma, 21 dic. (Apcom) – L’Italia registra un nuovo record mondiale di “auto blu”, aumentate del 6% in due anni e arrivate così a 607.918 unità, secondo uno studio realizzato da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani con “Lo Sportello del Contribuente”. Un dossier compilato analizzando il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica.
Il risultato è che in Italia si è passati da 574.215 a 607.918 auto blu. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati.
La classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” vede oggi al comando l’Italia con 607.918 seguita dagli USA con 75.000, Francia con 64.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 53.000, Turchia con 52.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 31.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 23.000.
“In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite …”
Porca miseria Antonino, un post esplosivo.
L’unica certezza è la capacità incredibile del Cicchitto di conferire immediata e (dis)interessata solidarietà al collega in difficoltà.
Prassi consolidata o azione volta a tornaconti futuri? (Oggi solidarizzo io che domani solidarizzi tu?)
P.s. Approposito di Autoblu, anch’io oggi ne ho parlato. Ho fatto qualche rapporto per meglio comprendere la differenza Italica con il mondo. Le cifre risultavano così spaventose che ho chiesto lumi a Contribuenti.it (i responsabili del “reportage”) … vi aspetto.
Wil
Auguri per un Felice Natale e per un Anno Nuovo ricco di tante cose belle a tutte le persone buone di animo, agli onesti, ai lavoratori, ai bimbi, a chi lavora anche di notte pur di garantire il pane quotidiano alla famiglia, agli anziani, ai disabili, a chi è solo, ai precari, ai disoccupati, a chi ha perso o rischia di perdere il proprio posto di lavoro.
A tutto il resto …. mali mi tagghia!