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	<title>Commenti a: Un altro Natale a Reggio Calabria</title>
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	<description>più querele che lettori</description>
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		<title>Di: sirk</title>
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		<dc:creator>sirk</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 00:57:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Antonio.
Sono un lettore del blog da poco tempo, tuttavia trovo interessante e ammirevole il tuo lavoro.

Volevo chiederti: cosa ne pensi di Zeitgeist?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Antonio.<br />
Sono un lettore del blog da poco tempo, tuttavia trovo interessante e ammirevole il tuo lavoro.</p>
<p>Volevo chiederti: cosa ne pensi di Zeitgeist?</p>
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		<title>Di: Anna</title>
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		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 14:26:45 +0000</pubDate>
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		<description>se ci fosse più empatia nel cuore di ogni essere umano il mondo sarebbe completamente diverso. se le persone fossero empatiche l&#039;una con l&#039;altra non si ucciderebbero,non si aggredirebbero,non si farebbero del male. l&#039;empatia è un sentimento pacifico,forse il più pacifico dei sentimenti. più dell&#039;amore. non puoi fare del male a qualcuno se senti la sua anima,se percepisci il suo dolore,se conosci la sua vita.l&#039;empatia non è un semplice ascoltere gli altri.è piuttosto un sentire,un sintonizzarsi.ascoltare non è tutto.le persone ascoltano ma non sentono o sentono ma non ascoltano.seguono le tue parole,magari rispondono,ma non sempre pensano a cosa sarebbe per loro se gli capitasse quello che è capitato a te. c&#039;è un ascolto emotivo,che è l&#039;ascolto reale,che viene dimenticato.ed è poco praticato perchè è coinvolgente, muove i tuoi sentimenti,smuove quello che hai dentro.

E questa è una cosa che le persone non vogliono fare.l&#039;empatia si insegna.è un educazione affettiva, un modo di guardare al mondo, di mettersi in corrispondenza con gli altri.(questo è parte di un&#039;articolo pubblicato  su D di repubblica  del 27/09/2008).

ho voluto trasferirti queste parole,pechè se la tua macchina la sputano a me fanno di peggio(ed io non muovo critiche pubbliche.. ma sto cercando di fare una cosa che mi piace in una città o meglio in quartiere della nostra città che ho scoperto (troppo tardi) essere peggio del 208..

Ma una cosa è certa se è vero che io credo e determino sinceramente di trasformare l&#039;ambiente che mi circonda, devo partire da me.niente giudizi, niente chiacchere, ma coraggio unito a saggezza da trasformare in azione .ho letto lo scetticismo  sia negli occhi di coloro che mi attaccano che in quelli delle persone alle quali mi sono rivolta perchè se non altro prendessero atto della situazione di degrado della zona... ma è stato come se mi dicessero senza dirlo : ma cosa credi di fare, cosa credi di ottenere... molla.. i primi perchè ritengono che la loro viltà sia invece forza... gli altri probalbilmente perchè in un mondo dove tutti sono delle veline... tutto ciò che non li fa apparire non li fa essere. 

Il mio non è un caso  grave!? ma io non mollo...ciò che più conta è il nostro cuore.. e la vita è la nostra ,nessuno può dirci come dobbiamo viverla, i pensieri sono i nostri..nessuno può rubarceli.. tocca a noi sviluppare il coraggio di andare avanti in avanti, sempre un passo avanti!io cado...ma ridetermino in ogni istante di rialzarmi.. nella nostra vita nulla accade per caso...non capitiamo in un posto per caso o incontriamo una persona per caso,anche il nostro peggior nemico pùò dive ntare un occasione per allargare i nostri orizzonti, per trasformare il negativo in positivo...

Auguri ,per un felice 2009!
Anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se ci fosse più empatia nel cuore di ogni essere umano il mondo sarebbe completamente diverso. se le persone fossero empatiche l&#8217;una con l&#8217;altra non si ucciderebbero,non si aggredirebbero,non si farebbero del male. l&#8217;empatia è un sentimento pacifico,forse il più pacifico dei sentimenti. più dell&#8217;amore. non puoi fare del male a qualcuno se senti la sua anima,se percepisci il suo dolore,se conosci la sua vita.l&#8217;empatia non è un semplice ascoltere gli altri.è piuttosto un sentire,un sintonizzarsi.ascoltare non è tutto.le persone ascoltano ma non sentono o sentono ma non ascoltano.seguono le tue parole,magari rispondono,ma non sempre pensano a cosa sarebbe per loro se gli capitasse quello che è capitato a te. c&#8217;è un ascolto emotivo,che è l&#8217;ascolto reale,che viene dimenticato.ed è poco praticato perchè è coinvolgente, muove i tuoi sentimenti,smuove quello che hai dentro.</p>
<p>E questa è una cosa che le persone non vogliono fare.l&#8217;empatia si insegna.è un educazione affettiva, un modo di guardare al mondo, di mettersi in corrispondenza con gli altri.(questo è parte di un&#8217;articolo pubblicato  su D di repubblica  del 27/09/2008).</p>
<p>ho voluto trasferirti queste parole,pechè se la tua macchina la sputano a me fanno di peggio(ed io non muovo critiche pubbliche.. ma sto cercando di fare una cosa che mi piace in una città o meglio in quartiere della nostra città che ho scoperto (troppo tardi) essere peggio del 208..</p>
<p>Ma una cosa è certa se è vero che io credo e determino sinceramente di trasformare l&#8217;ambiente che mi circonda, devo partire da me.niente giudizi, niente chiacchere, ma coraggio unito a saggezza da trasformare in azione .ho letto lo scetticismo  sia negli occhi di coloro che mi attaccano che in quelli delle persone alle quali mi sono rivolta perchè se non altro prendessero atto della situazione di degrado della zona&#8230; ma è stato come se mi dicessero senza dirlo : ma cosa credi di fare, cosa credi di ottenere&#8230; molla.. i primi perchè ritengono che la loro viltà sia invece forza&#8230; gli altri probalbilmente perchè in un mondo dove tutti sono delle veline&#8230; tutto ciò che non li fa apparire non li fa essere. </p>
<p>Il mio non è un caso  grave!? ma io non mollo&#8230;ciò che più conta è il nostro cuore.. e la vita è la nostra ,nessuno può dirci come dobbiamo viverla, i pensieri sono i nostri..nessuno può rubarceli.. tocca a noi sviluppare il coraggio di andare avanti in avanti, sempre un passo avanti!io cado&#8230;ma ridetermino in ogni istante di rialzarmi.. nella nostra vita nulla accade per caso&#8230;non capitiamo in un posto per caso o incontriamo una persona per caso,anche il nostro peggior nemico pùò dive ntare un occasione per allargare i nostri orizzonti, per trasformare il negativo in positivo&#8230;</p>
<p>Auguri ,per un felice 2009!<br />
Anna</p>
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		<title>Di: anna foti</title>
		<link>http://www.antoninomonteleone.it/2008/12/24/un-altro-natale-a-reggio-calabria/comment-page-1/#comment-7973</link>
		<dc:creator>anna foti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 22:53:20 +0000</pubDate>
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		<description>Se non conoscessi Antonino, queste parole dure ma vere, come poche cose ormai, avrebbero reso evidente una sensibilità che credevo quasi completamente perduta. Avendo invece la fortuna di conoscerlo, queste parole mi hanno commosso e confortato perchè anche alla sua amicizia devo il fatto di credere ancora nell&#039;esistenza sempre più rara di questa sensibilità. Ancora qualcuno pensa. Ancora qualcuno crede in questa città, Ancora qualcuno sente che i sentimenti sono l&#039;unico patrimonio irrinunciabile di una esistenza.  Qualcuno rinasce, soprattutto a Natale, dalle proprie ceneri diventando ciò che sarebbe stato, senza l&#039;assalto delle fiamme. Anzi migliore. Tutto questo è pura linfa di speranza. L&#039;unico Senso che il Natale si ostina a custodire, per quanti vogliono schiudersi ad Esso, da poco più di due mila anni. L&#039;unico Senso al quale ci aggrappiamo quando si continua a morire, quando una madre e un figlio di tre anni, di etnia rom, non sopravvivono ad un focolare domestico in una baraccopoli che, alle porte di Roma, si trasforma in un rogo mortale. Non sono stati resi noti i nomi di queste persone che non ci sono più. A loro è stato riconosciuto solo uno spazio informativo sul finire dei tg nazionali. Il senso del Natale, tanto tenacemente unico quanto progressivamente sottile. E&#039; sottile anche a Gerusalemme, terra patria di Gesù Cristo, dove due bambine palestinesi sono rimaste vittime del fuoco di Hamas. Anche di loro non conosciamo i nomi mentre Israele prepara il contrattacco.  L&#039;ennesimo massacro di innocenti proprio a Gerusalemme dove Gesù venne giudicato, condannato e crocifisso. Dove Gesù è resuscitato. Lì c&#039;è una guerra infinita che dilania i luoghi stessi in cui visse Colui la cui nascita in questi giorni si festeggia.  Lì, come in altre parti del mondo, c&#039;è una guerra che qualcuno, pur avendone mezzi e potere, non ferma.

Ed e&#039; per tentare di recuperare questo Senso che vorrei allungare la lista di Antonino e rivolgere gli auguri anche agli uomini e alle donne che in silenzio faticano per onorare le proprie responsabilità, quelle che nessuno ormai teme più, quelle che diventano solo un fatto di coscienza; ai bambini che conoscono troppo presto la sofferenza e a quelli che non hanno conosciuto altro; a chi è costretto a dimenticare di avere una dignità per sopravvivere alle violenze e alle ingiustizie; a chi diventa schiavo della libertà di essere, sentire e pensare ma, nonostante questo, ha il coraggio di non rinunciarvi; a chi si sente estraneo ovunque, a chi è solo; a chi attende e a chi non può più farlo; a chi cerca comprensione; a chi lavora per un cambiamento invece di parlarne; a chi crede ancora che la felicità esista e che la speranza sia un atto di responsabilità verso il respiro che nasce in petto; a chi semina pace in tempo di conflitti armati e a quei pochi, pochissimi, che avendone il potere fermano le guerre; a chi combatte contro la malattia ma con a fianco la sofferenza e l&#039;ombra della morte; a chi è costretto a  rinnegare fuori l&#039;Amore per poterlo vivere intimamente;  a chi parte e non si concede neanche il solo desiderio di ritornare; a chi rimane per ricominciare e a chi rimane e si sente diviso tra il conforto dell&#039;attesa, la dolorosa dolcezza della nostalgia e l&#039;amarezza dell&#039;assenza; a chi ama senza dirlo, perchè in fondo questo poco conta; a chi ama in silenzio, da lontano; a chiunque, voi sappiate, viva e operi quotidianamente per rinvigorire questo Senso.... . La storia di ciascuno di loro è preghiera autentica, ecco perchè Natale non può che essere ogni giorno, altrimenti non è mai. Natale sarà nel cuore di chi accoglie tutta questa Umanità, amandola semplicemente come fosse la più preziosa. Perchè lo è.
Auguri
anna 

ps che il panettone vada semplicemente storto ai latitanti mi pare poco, auguriamo che sia per tutti loro l&#039;ultimo Natale di libertà e auguriamoci che i figli un giorno capiscano la differenza tra mafiosi e onesti e scelgano

ps a proposito di &quot;civili tracce&quot; non distrattamente lasciate sulla fiancata della macchina, direi che forse la saliva abbonda inutilmente nella bocca di chi parla meno di quanto sputa solo perchè non ha argomenti per affrontare ciò che non condivide</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non conoscessi Antonino, queste parole dure ma vere, come poche cose ormai, avrebbero reso evidente una sensibilità che credevo quasi completamente perduta. Avendo invece la fortuna di conoscerlo, queste parole mi hanno commosso e confortato perchè anche alla sua amicizia devo il fatto di credere ancora nell&#8217;esistenza sempre più rara di questa sensibilità. Ancora qualcuno pensa. Ancora qualcuno crede in questa città, Ancora qualcuno sente che i sentimenti sono l&#8217;unico patrimonio irrinunciabile di una esistenza.  Qualcuno rinasce, soprattutto a Natale, dalle proprie ceneri diventando ciò che sarebbe stato, senza l&#8217;assalto delle fiamme. Anzi migliore. Tutto questo è pura linfa di speranza. L&#8217;unico Senso che il Natale si ostina a custodire, per quanti vogliono schiudersi ad Esso, da poco più di due mila anni. L&#8217;unico Senso al quale ci aggrappiamo quando si continua a morire, quando una madre e un figlio di tre anni, di etnia rom, non sopravvivono ad un focolare domestico in una baraccopoli che, alle porte di Roma, si trasforma in un rogo mortale. Non sono stati resi noti i nomi di queste persone che non ci sono più. A loro è stato riconosciuto solo uno spazio informativo sul finire dei tg nazionali. Il senso del Natale, tanto tenacemente unico quanto progressivamente sottile. E&#8217; sottile anche a Gerusalemme, terra patria di Gesù Cristo, dove due bambine palestinesi sono rimaste vittime del fuoco di Hamas. Anche di loro non conosciamo i nomi mentre Israele prepara il contrattacco.  L&#8217;ennesimo massacro di innocenti proprio a Gerusalemme dove Gesù venne giudicato, condannato e crocifisso. Dove Gesù è resuscitato. Lì c&#8217;è una guerra infinita che dilania i luoghi stessi in cui visse Colui la cui nascita in questi giorni si festeggia.  Lì, come in altre parti del mondo, c&#8217;è una guerra che qualcuno, pur avendone mezzi e potere, non ferma.</p>
<p>Ed e&#8217; per tentare di recuperare questo Senso che vorrei allungare la lista di Antonino e rivolgere gli auguri anche agli uomini e alle donne che in silenzio faticano per onorare le proprie responsabilità, quelle che nessuno ormai teme più, quelle che diventano solo un fatto di coscienza; ai bambini che conoscono troppo presto la sofferenza e a quelli che non hanno conosciuto altro; a chi è costretto a dimenticare di avere una dignità per sopravvivere alle violenze e alle ingiustizie; a chi diventa schiavo della libertà di essere, sentire e pensare ma, nonostante questo, ha il coraggio di non rinunciarvi; a chi si sente estraneo ovunque, a chi è solo; a chi attende e a chi non può più farlo; a chi cerca comprensione; a chi lavora per un cambiamento invece di parlarne; a chi crede ancora che la felicità esista e che la speranza sia un atto di responsabilità verso il respiro che nasce in petto; a chi semina pace in tempo di conflitti armati e a quei pochi, pochissimi, che avendone il potere fermano le guerre; a chi combatte contro la malattia ma con a fianco la sofferenza e l&#8217;ombra della morte; a chi è costretto a  rinnegare fuori l&#8217;Amore per poterlo vivere intimamente;  a chi parte e non si concede neanche il solo desiderio di ritornare; a chi rimane per ricominciare e a chi rimane e si sente diviso tra il conforto dell&#8217;attesa, la dolorosa dolcezza della nostalgia e l&#8217;amarezza dell&#8217;assenza; a chi ama senza dirlo, perchè in fondo questo poco conta; a chi ama in silenzio, da lontano; a chiunque, voi sappiate, viva e operi quotidianamente per rinvigorire questo Senso&#8230;. . La storia di ciascuno di loro è preghiera autentica, ecco perchè Natale non può che essere ogni giorno, altrimenti non è mai. Natale sarà nel cuore di chi accoglie tutta questa Umanità, amandola semplicemente come fosse la più preziosa. Perchè lo è.<br />
Auguri<br />
anna </p>
<p>ps che il panettone vada semplicemente storto ai latitanti mi pare poco, auguriamo che sia per tutti loro l&#8217;ultimo Natale di libertà e auguriamoci che i figli un giorno capiscano la differenza tra mafiosi e onesti e scelgano</p>
<p>ps a proposito di &#8220;civili tracce&#8221; non distrattamente lasciate sulla fiancata della macchina, direi che forse la saliva abbonda inutilmente nella bocca di chi parla meno di quanto sputa solo perchè non ha argomenti per affrontare ciò che non condivide</p>
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		<title>Di: Denise</title>
		<link>http://www.antoninomonteleone.it/2008/12/24/un-altro-natale-a-reggio-calabria/comment-page-1/#comment-7964</link>
		<dc:creator>Denise</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 16:53:37 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo articolo: l&#039;esempio del rom che chiede la questua esemplifica - tragicamente - da solo tutto il resto.</description>
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	<item>
		<title>Di: kody</title>
		<link>http://www.antoninomonteleone.it/2008/12/24/un-altro-natale-a-reggio-calabria/comment-page-1/#comment-7960</link>
		<dc:creator>kody</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 12:43:31 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedo scusa per l&#039;ignoranza, ma chi sono quelli &quot;col giubbino verde&quot;?</description>
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	<item>
		<title>Di: Damiano Zito</title>
		<link>http://www.antoninomonteleone.it/2008/12/24/un-altro-natale-a-reggio-calabria/comment-page-1/#comment-7956</link>
		<dc:creator>Damiano Zito</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 01:42:23 +0000</pubDate>
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		<description>Senza parole Antonino, davvero senza parole...Ancora Buon Natale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza parole Antonino, davvero senza parole&#8230;Ancora Buon Natale!</p>
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