
Comincia così il 2009 in Calabria. Con un avvertimento. Un promemoria, un “avviso ai naviganti“.
Che qui, la vita di un uomo, vale meno di una tanica di benzina.
Cristian Galati, 24 anni, è stato accalappiato da due uomini a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, picchiato, legato attorno ad un albero e dato alle fiamme la notte del 31 dicembre nelle campagne di Curinga, nel catanzarese.
Le fiamme si sono spente da sole e lo ha trovato un agricoltore che, sentite le urla di dolore, si è trovato di fronte lo strazio di un corpo semi-carbonizzato.
Perché si tenti di cucinare allo spiedo un giovane di 24 anni, in Calabria, all’alba del 2009 ancora non si sa.
Nel 2006, però, il fratello, Valentino Galati, scomparve senza più essere ritrovato.
Si sospetta lupara bianca. Era un seminarista che, forse, si innamorò di una donna sbagliata.
Oggi, come tre anni fa, le “quotazioni” della vita, in Calabria, sono sempre inflazionate.
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Barbari, ominidi, gente vuota e senza senso, uomini senza qualità (Musil), inutile sovraffollamento della popolazione terrestre, vergogna per il genere umano!