La rivincita di natale

Posted by Antonino Monteleone On gennaio - 3 - 2009

chinnici

Progettavano, forse, di chiudere per sempre la pratica “Pino Spadaro“, Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Lamezia Terme e con lui imprimere un ritardo decisivo nel processo che vede alla sbarra Pasquale Giampà, 42 anni, al vertice della cosca Torcasio-Giampà che spadroneggia in quel territorio.

Un processo scaturito dalle denunce di un commerciante stufo di pagare il pizzo.

Le divise da poliziotto e la paletta trovate per caso a margine della strada provinciale che collega Catanzaro Lido con Germaneto ed il raccordo Catanzaro-Lamezia rappresentano un segnale inquietante quanto abbastanza chiaro che qualcosa era in programma.

Il 24 dicembre il Giudice sarebbe stato in Tribunale e ci avrebbe portato anche le figlie se non fosse stato per una telefonata della moglie per la firma delle pratiche di affido di una bambina bielorussa.

Si torna indietro. E quelle divise verranno trovate semi accartocciate, tolte in tutta fretta – pare – perché il “piano” ha subìto un mutamento.

Sarà compito delle indagini formulare ipotesi più concrete, con l’aiuto di qualche collaboratore, ma non è possibile non notare il metodo da vecchie Brigate Rosse.

Travestirsi da Stato per mascherare le intenzioni omicide dei clan che non vogliono la celebrazione di un processo che – come ha scritto ieri Roberto Galullo sul Sole 24 Ore - potrebbe fare scuola.

Intanto Spadaro, per precauzione, è stato portato all’estero. Rientrerà il 9 gennaio proprio in occasione della prossima udienza del processo contro Giampà.

E così mentre in molti, me compreso, sono convinti che i tempi dei magistrati uccisi come Chinnici, Livatino, Falcone, Borsellino, Scopelliti siano finiti accade qualcosa che ti fa cambiare idea.

E non è la prima volta, in Calabria. Nell’estate del 2007 si scopre un piano per fare fuori un Giudice della DDA i Reggio Calabria ed appena qualche mese fa qualcuno aveva ordinato un bazooka per eliminare il PM Pierpaolo Bruni.

Quando non puoi farli fuori diffamandoli ogni giorno, serve il fuoco.

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2 Responses to “La rivincita di natale”

  1. Claudio Cordova scrive:

    Come ti ho detto più volte i tempi vanno e tornano. E’ tutto un ciclico divenire: ritorneranno (o sono già tornati) i tempi in cui giudici, giornalisti, poliziotti, verranno fatti fuori. Il segreto, però, è non aspettare in maniera inerme e passiva.

  2. rosy scrive:

    Io non capisco!

    Io non capisco!

    Io non capisco!

    Uno ammazza una persona (nel caso di specie la moglie), il tribunale – forse per mancanza di prove o altro – emette la sentenza di assoluzione.

    Dopo qualche anno il tizio incontra dei poliziotti e confessa: “ho ucciso io mia moglie che è morta dopo quattordici mesi di coma” e non può essere più processato???

    Ma se è ammessa la revisione di un processo anche quando è stata emessa la sentenza definitiva!

    A pensarci bene anche mia madre faceva cosi: se mi beccava con la marmellata in mano erano botte da orbi, se invece confessavo di averla rubata quindici giorni prima mi perdonava e mi guardava con la dolcezza che solo lo sguardo di un genitore può avere.

    Ora capisco anche perchè: se la mamma ti becca con la marmellata in mano ti mena perchè immagina che ti verrà chissà quale mal di pancia viceversa dopo quindici giorni, trascorsi incolumi, nemmeno un: “NON FARLO PIU’!”

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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