Tre colpi di pistola. Due in faccia uno al petto mentre era a bordo della sua macchina a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina.
Moriva così all’età di 48 anni a Barcellona Pozzo di Gotto, l’8 gennaio del 1993, Beppe Alfano. Un giornalista scomodo, ingombrante.
Scriveva di mafia e malaffare per “La Sicilia“. Quel giornale che scriveva obtorto collo la parola “mafia” sulle sue colonne e che ha avuto uno dei migliori cronisti d’inchiesta d’Italia.
Muore Beppe Alfano e la “cupola” messinese tira un sospiro di sollievo. I ficcanaso non sono graditi. E, come “Binnu u tratturi” insegna, “se fanno più casino da vivi che da morti, meglio metterli a tacere“.
Un’inchiesta condotta con qualche leggerezza di troppo. L’insulto di avere anche battuto la pista “sentimentale” o del “gioco”. Capita anche questo. Ammazzano qualcuno e si comincia a dire che sarà stata una storia di donne. “Ma non lo sapevate che giocava? Avrà avuto qualche debito”. Invece non aveva nessun debito e non aveva nessuna amante, Beppe Alfano.
Anche quando ammazzarono il Giudice Antonino Scopelliti i soliti stronzi bisbigliavano presunte relazioni extra-coniugali. E, si sa, il gossip tira di più. Fa presa su un’opinione pubblica resa molliccia da un’informazione da circo.
Dissero, in tutta fretta, che Beppe Alfano fosse stato ucciso perché aveva messo il naso nello scandalo dell’AIAS. Un centro di assistenza per disabili. Ma quella era solo una delle tante piste seguite da un giornalista scomodo per tutti.
Che lavorava senza compromessi. Con rigore e serietà. Come al rigore ed alla serietà fu improntanta la sua militanza politica nelle fila della destra missina.
Beppe Alfano aveva capito che proprio a Barcellona, nel periodo in cui fu ucciso, trascorreva una parte della sua latitanza il boss di Catania, Nitto Santapaola.
Non sapeva che viveva a pochi passi da casa sua. Non sapeva nemmeno, indagando sul commercio degli agrumi, che le speculazioni sui fondi europei del commercio delle arance coinvolgevano insospettabili pezzi da 90 della società siciliana.
Un giro da mille miliardi di lire dell’epoca di frodi ai danni dell’Europa del quale Beppe Alfano stava squarciando il velo che lo mascherava.
A rivelarlo, troppo tardi, un pentito.
“Una super loggia massonica decide molte cose in Italia” – disse. E fare certi nomi prima, secondo Maurizio Avola, sarebbe stato troppo pericoloso.
“Alcuni magistrati sono sodali con membri della loggia e di alcuni mafiosi“.
Per questo Avola non parlò con i magistrati di Messina, ma chiese ed ottenne di conferire con due membri della DDA di Catania.
Massoni, magistrati, politici e mafiosi.
Accade anche a Terme Vigliatore. La Città del Professore Adolfo Parmaliana. Si è suicidato il 2 ottobre 2008 per non avere retto il peso dell’infamìa.
Grazie alle sue denuncie il Comune di Terme Vigliatore è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Disse che alcuni pezzi della magistratura di Barcellona Pozzo di Gotto fosse contigua con certi ambienti.
E le dichiarzioni riscontrate dalla commissione d’accesso al Comune poi sciolto vengono usate per querelarlo per diffamazione. I giudici non ci hanno pensato un attimo a verificare le cose dette con i fatti accaduti e lo hanno rinviato a giudizio. L’ennesimo insulto. L’ultimo.
Adolfo Parmaliana, professore di Chimica all’Università di Messina, scrive una lettera alla sua famiglia e si toglie la vita.
Massoni, magistrati, politici e mafiosi.
E’ lo scenario delle inchieste Poseidone, Why Not e Toghe Lucane.
Quelle scippate a Luigi De Magistris e che fanno tremare i Palazzi che contano. I più alti livelli istituzionali. Un incredibile, quanto reale, quadro dove il procacciamento di fondi comunitari da ripartire tra partiti, affaristi e ‘ndrangheta.
Oppure dove la Giustizia viene “gestita” dagli stessi magistra da decenni e che non esitano a “incartare” un processo se riguarda gli amici. Gli stessi “amici” con i quali si va la sera a cena o in vacanza d’estate.
O quell’amico che trova sempre un posto di lavoro a qualcuno quando serve.
Sedici anni dopo molte cose sono rimaste come prima.
Ma sono in rimasti in pochi a raccontarle.
Beppe ci manca. Ci manca come Mario Francese e gli altri giornalisti che hanno pagato con la vita l’impegno professionale.
Beppe era indispensabile. Come oggi sono indispensabili i cronisti come Lirio Abbate, Marco Lillo, Marco Travaglio, Peter Gomez. Gli scrittori come Roberto Saviano e Rosaria Capacchione.
Beppe deve essere un esempio. Per tutti.
Oggi gli rendiamo un omaggio serio e composto. Come avrebbe voluto lui.
antonino monteleone
p.s.: sono in macchina, con Claudio Cordova, in direzione Barcellona P.G. per seguire tutte le manifestazioni.
Nel pomeriggio coordinerò i lavori dell’incontro dal titolo
“Da Beppe Alfano ad Adolfo Parmaliana: le istituzioni deviate e Barcellona“.
Ore 16.30 c/o Salone di rappresentanza del comune (ex Stazione ferroviaria).
Interverranno: SONIA ALFANO, figlia di Beppe Alfano e presidente dell’ Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia; GIOACCHINO GENCHI, Questore aggiunto di Palermo, consulente del dott. De Magistris; ANTONIO INGROIA, Sostituto procuratore Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo; CARLO VULPIO, giornalista del Corriere della Sera e scrittore.
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puoi scrivere qualcosa di com´e´andato l´incontro !!?? sarebbe interessante sapere. (e comunque spero sia stato informativo)
Mi associo alla richiesta di una cronaca dell’incontro e aggiungo i miei complimenti per la passione civile ed il coraggio che animano sempre i tuoi scritti. Grazie di esserci
Ciao Antonino
appena puoi passa da me per un appello importante per aiutare una madre a conoscere la verità sulla morte di suo figlio ed avere giustizia.
Grazie
Pino
“Che lavorava senza compromessi. Con rigore e serietà. ”
Un giornalista, solo un giornalista che usa la penna come arma!
E se basta un solo giornastista con le caratteristiche sopra elencate a far tremare un castello perchè buttare tanti soldi per mantenere una macchina che deve riportare sulla retta via?
Perchè la gente libera da gravami non sa vedere? Perchè non sa ascoltare?
Ciao Antonino, complimenti per il lavoro che svolgi. La nostra terra avrebbe bisogno di molte persone come te.
Complimenti
Ciao Antonino, ti ho aggiunto tra i siti preferiti nel mio blog (http://cristianbelcastro.blogspot.com).
Se ti va puoi aggiungermi nel tuo.
ciao