Da così a così.
Era il 19 gennaio del 2008 quanto Fausto Aquino e Pietro Citrigno, editori di CalabriaOra, acquistavano la società Paese Sera srl titolare dell’omonima e gloriosa testata giornalistica dei tempi che furono.
Annunciato ufficialmente il 5 febbraio attraverso le colonne del giornale diretto da Paolo Pollichieni, in dieci giorni ricevettero oltre 400 curricula con richieste di collaborazione.
Gianfranco Sansalone li intervistò:
I due editori ostentano sicurezza. E se a questo si aggiunge che pare che Aquino sia tra gli amici di Lamberto Dini, che il direttore di Calabria Ora, Paolo Pollichieni – uomo di fiducia degli editori – è da sempre nell’entourage di Marco Minniti, pare fin da quando erano compagini di scuola in Calabria e l’uomo di D’Alema zampettava tra le poltrone più ambite del Pci, il quadro in cui si muoverà il nuovo quotidiano sembra chiaro. Come appare evidente che goda già delle simpatie e dell’appoggio del Pd, nel Sud come a Roma, dove Pollichieni è stato a lungo capo della redazione politica di Calabria Ora prima di assumerne le redini.
Quattrocento curricula in dieci giorni Citrigno…quante persone avrà in organico il nuovo Paese Sera?
La direzione, da 15 a 20 redattori, 4 grafici e il personale amministrativo a Roma e poi almeno 40 persone sparse nelle regioni d’Italia tra giornalisti e collaboratori, ovvero due persone per ogni regione.
La tiratura iniziale?
Almeno 120 mila copie.
L’obiettivo di vendita?
70-80 mila copie.
Il direttore l’avete già scelto?
Sarà giovane, non coinvolto in lobby o altro, e da questo può capire che tipo di giornale sarà. Non c’è ancora un nome.
Quando prevedete di essere in edicola?
Entro l’anno sicuramente, penso entro ottobre.
A che punto siete con la squadra?
Si farà una valutazione di tutto e il lavoro principale del prossimo mese di marzo sarà quello di definire le cose col direttore… sarà lui che farà la squadra. Ma, le ripeto, non abbiamo ancora scelto chi dirigerà il giornale.
Era circolato il nome di Paolo Pollichieni, l’attuale direttore di “Calabria Ora”…
No. Pollichieni dirige il quotidiano calabrese da meno di un anno e ha degli obiettivi da raggiungere, quindi ritengo che per il momento non possa fare altro. Anche se con la sua esperienza avrà sicuramente una parte, non so dirle quale, forse come consulente, ma sicuramente non come direttore.
Paese Sera sarà un giornale anche di grandi firme?
Dovrà avere un peso, quindi dovrà sicuramente puntare anche su buone firme.
Sarà un quotidiano nazionale con la testa romana, come era un tempo? E come si collocherà?
Sarà un giornale nazionale, ma il Pci adesso non esiste più e sulla linea politica si discuterà con direttore e si deciderà insieme. Adesso è prematuro parlare di questo…
Paese Sera fiancheggiava il vecchio Pci, che ora non c’è più. E non ci può dire che il Partito Democratico lo abbia sostituito, perché nel Pd, assieme a mezzo del vecchio Pci è confluita mezza della vecchia Dc. L’altro mezzo Pci si è diviso in diversi partiti e movimenti. Possiamo dire genericamente che oggi c’è un’area di centro sinistra. Se, come lei e il suo socio Fausto Aquino avete scritto in un’editoriale su Calabria Ora, Paese Sera era il vostro «punto di riferimento» e volete farlo rivivere «perché è rinato un amore», chi sarà il vostro target?
Noi faremo battaglie civili, anche battaglie politiche e combatteremo là dove ci sarà da combattere. Quindi saremo uno stimolo continuo… Certo Calabria Ora è spostato a sinistra, Paese Sera ha la sua storia a sinistra, tenteremo di non tagliare i ponti con la sua tradizione, ma questo non vuol dire che non terremo aperti gli occhi su tutto il panorama politico.
Avrete calcolato che rivolgersi al lettore di sinistra significa vedersela con Repubblica, che non è solo il grande giornale che è, ma è anche il quotidiano che ha fatto fuori L’Unità dal suo posto privilegiato di giornale che parlava alle masse orientate dal Pci e che oggi è l’interlocutore del Pd…
Vorrà dire che saremo scomodi per Repubblica…
Auguri. E quale formula applicherete?
Sicuramente non faremo un giornale di destra, altrimenti quale motivo avrebbe un lettore ad abbandonare un giornale come Repubblica per passare a Paese Sera? Evidentemente dovrà avere quelle caratteristiche – e queste le stabiliremo col direttore – e quelle capacità di individuare le necessità del lettore del centro sinistra, e di chi si trova ancora più a sinistra, per diventare un punto di riferimento.
Bella sfida. Da buttarci dentro un sacco di soldi. Li avete?
Io penso che fare un giornale nazionale – seguendo l’esempio di Calabria Ora – significherà anche andare a cercare una fascia di lettori nuovi che trovino soddisfazione nel prodotto. Io credo fermamente in questo. Non sarà facile, ma è possibile. Io ho molta fiducia fiducia nella possibilità di avere un grosso successo.
Avete scelto una concessionaria di pubblicità?
Non faremo capo a nessuno. Ne costituiremo una autonoma, come abbiamo fatto per Calabria Ora.
A proposito di Paese Sera, avete detto che intendete «esportare a livello nazionale il modello Calabria». Che cosa vuol dire?
Essere un giornale autonomo, fuori dagli schemi ed affrontare le cose per come sono realmente. Noi in Calabria, nonostante la nostra collocazione a sinistra, abbiamo fatto delle battaglie serie e concrete anche presso la giunta regionale di centro sinistra. E abbiamo acquisito una credibilità grazie alla nostra obiettività.
Queste son cose che dicono tutti. Faccia degli esempi concreti.
Pollichieni ha fatto grosse battaglie verso la Regione per le riforme, contro la ‘ndrangheta, sulla giustizia, sull’ingiustizia nella giustizia in occasione del caso De Magistris. E tutto questo ha tirato la volata a Calabria Ora, l’unico giornale che ha assunto posizioni anche scomode.
In ambiente FNSI non siete molto conosciuti come editori, pare non siate iscritti nemmeno alla Fieg. Come li fate i contratti?
Noi applichiamo regolarmente il contratto nazionale di lavoro giornalistico. Quando ero editore della Provincia Cosentina ero iscritto alla Fieg. Poi abbiamo soprasseduto per qualche anno e per Calabria Ora abbiamo rifatto l’adesione.
Come è nato il vostro interesse per l’editoria?
Vede, l’editoria è un settore entusiasmante, che cattura, ma non è facile. A noi piacciono le sfide, e posso assicurarle che non abbiamo mai utilizzato il giornale per questioni personali o per avere un’immagine. Noi consideriamo il giornale un’azienda come tutte le altre e lo gestiamo per renderlo produttivo. Calabria Ora sono riuscito a portarlo al break-even nell’arco di un paio d’anni e a fare anche degli utili, come in altri casi aziendali. E certo, quando i risultati vengono l’interesse cresce.
A quasi un anno dall’acquisto della società titolare della testata ecco il cambio di “gerenza”.
L’editore di Calabria Ora non è più la CEC sc (CEC Sc Presidente CdA: Fausto Aquino; Consiglieri:
Corradino Aquino, Alfredo Citrigno, Filomena Citrigno; Direttore Generale: Pietro Citrigno), ma Paese Sera Editoriale srl con amministratore unico Massimo Zimbo.
Questo significa che il ritorno in edicola di Paese Sera potrebbe farsi più vicino.
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<>. Questa risposta mi fa sorridere, di malinconia. I collaboratori di CO sono retribuiti con 4 cents a rigaggio, anche se regolarmente iscritti all’Albo dei giornalisti. Non si sono rimborsi spese e, se lo vogliono leggere, acquistano il giornale di tasca propria.
Quando sarà in edicola il Paese Sera?
Domanda: Quando prevedete di essere in edicola?
Risposta: Entro l’anno sicuramente, penso entro ottobre.
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non ho i titoli per rispondere a questa domanda.
am
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Non so se la notizia che ” PAESE SERA” “IL PAESE” tornerà in edicola sia vera. Per me, napoletano, che leggeva PAESE SERA sin dall’età di 14 anni a Napoli, nelle sue edizioni NAZIONALE, Ultimora, Ore 21 è una grande soddisfazione. E’ trascorso un anno, ma PAESE SERA è rimasto nelle pie intenzioni. Mi farebbe un gran piacere se riuscisse a ridimensionare REPUBBLICA, riprendendo quel giornalismo di inchiesta, di costume, sui veri problemi degli italiani, con un pizzico di anticonformismo e di verve. Ritrovare oggi una firma alla pari di una Franca Valeri del tempo non sarebbe male, o ritrovare la pagina dei libri, la rurica di quella che era di Berenice o di Lucia Alberti per l’oroscopo.
Signori, Vi aspettiamo con urgenza in edicola. Xavier
Davvero da ridere l’intervista a Pietro Citrigno, specialmente quando, sapendo di mentire, afferma che a Calabria Ora applicano “regolarmente il contratto nazionale di lavoro giornalistico”. In realtà, Calabria Ora applica il contratto nazionale di lavoro giornalistico solo a pochissime persone. Tutti gli altri (grazie al sacrificio dei quali esce ogni giorno il giornale in edicola) hanno un “contratto a progetto” con una clausola dove si dice che la fornitura di articoli NON RIENTRA nell’attività giornalistica. Il compenso per costoro, che stanno fissi nelle redazioni da mattina a sera, varia dalle 200 euro mensili alle 900 euro, variazione in crescendo a seconda di chi è più amico, parente, protetto o lecchino degli Editori, del direttore o del caporedattore (le cifre, quindi, non vengono affatto attribuite per meriti giornalistici acquisiti col lavoro giornaliero sul “campo”). Tutti i corrispondenti dai paesi della Calabria, invece, vengono retirbuiti da Calabria Ora con 4 centesimi a rigo!!!!
La cosa è talmente vera che tutti i giornalisti che hanno fatto causa al giudice del lavoro per avere il giusto compenso ed hanno denunciato la situazione di illegalità in cui si lavora a Calabria Ora, le hanno vinte. Solo che, dopo il riconoscimento degli arretrati e dei giusti compensi secondo Legge, naturalmente il prode e legalitario Citrigno li ha licenziati.
La verità è che Calabria Ora è in perdita e Citrigno (alle prese con l’ Appello dopo la condanna in primo grado per usura nel processo “Twister”) lo sa bene…
USURA: L’EDITORE DI “CALABRIA ORA” PIETRO CITRIGNO CONDANNATO A 4 ANNI ED 8 MESI. ED IL GIORNALE NASCONDE LA NOTIZIA….
Nuovo atto dell’inchiesta anti-usura “Twister”. La Corte d’Appello di Catanzaro ha definito martedì 9 febbraio 2010 l’ultima posizione rimasta al vaglio dei giudici di secondo grado, aggravando la pena inflitta in primo grado a Pietro Citrigno, l’imprenditore casentino, editore del giornale Calabria Ora. Citrigno era rimasto coinvolto nella maxi-operazione del 2004 condotta dai Carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro un’ organizzazione che gestiva un vasto giro di usura a Cosenza.
Il processo di primo grado a carico di decine di imputati si concluse il 15 dicembre del 2006 davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Cosenza, con diciotto condanne, tra le quali quella di Citrigno al quale fu inflitta una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione.
La difesa dell’imprenditore ed anche la Procura della Repubblica hanno proposto appello, chiedendo rispettivamente l’assoluzione dell’imputato la prima e l’aggravamento della condanna la seconda. Il collegio di secondo grado (presidente Fabrizio Cosentino, consiglieri Francesca Garofano e Maria Teresa Carè) ha ritenuto l’editore di Calabria Ora Pietro Citrigno responsabile del reato di usura, revocando anche la prescrizione di tre specifici episodi sancita in primo grado, ed ha rideterminato così la pena in 4 anni e 8 mesi di reclusione, 10 mila euro di multa ed il risarcimento alle parti civili da liquidarsi in separata sede (erano costituiti Giuseppe Cappai con l’avvocato Giuseppe Vuono e Francesco De Luca con l’avvocato Roberta Perrelli).
Con l’operazione “Twister” si è fatta luce su un’ associazione a delinquere capace di tenere mezza città di Cosenza in pugno con prestiti usurari che hanno creato una vera e propria economia parallela.
Nel marzo del 2009 l’inchiesta “Twister” è passata anche dal giudizio della Corte di Cassazione
Lo zoccolo duro dell’inchiesta “Twister” è costituito da centinaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti bancari e dalle ammissioni di alcuni imprenditori costretti dagli strozzini a pagare cifre da capogiro dopo aver ricevuto dei prestiti.
Dove ha collocato la notizia della condanna del suo Editore, il giornale Calabria Ora mercoledì 10 febbraio 2010? In un trafiletto nella penultima pagina delle notizie regionali, in basso a sinistra, seminascosta e senza alcun cenno nel titolo al nome di Citrigno. Ecco nelle mani di chi è, purtroppo, una parte dell’informazione calabrese. Quale informazione libera e senza padroni potrà mai garantire un quotidiano che ha il suo Editore condannato a 4 anni ed 8 mesi per usura?
ORA CHE PIERO SANSONETTI, EX DIRETTORE DE ” l’UNITA’” E’ STATO NOMINATO DIRTTORE DI “CALABRIA ORA”, MI ASPETTO CHE IL PROGETTO PAESE SERA RIPRENDA FIATO.
TENERE ANCORA NEL CASSETTO TALE STORICA TESTATA E’ DAVVERO UN GRAN PECCATO.
XAVIER
IL BUON PIERO SANSONETTI E’ AL CORRENTE DELLA CONDANNA DI CITRIGNO? IL SIGNOR MINNITI COMPAGNO DI SCUOLA DI AQUINO E’ AL CORRENTE DEI FATTI DI USURA?
MA A CHI HANNO VENDUTO PAESE SERA GLI EREDI DEL VECCHIO PCI?
XAVIER