
Il Politecnico di Milano, su incarico dell’Istituto CIVICUM (Cittadini ed Istituzioni insieme per uno Stato più efficiente), ha svolto un’analisi dei rendiconti di bilancio dell’anno 2007 di 23 comuni italiani rappresentativi del 18% della popolazione italiana.
Leggo da una nota ufficiale che la ricerca realizzata da Giovanni Azzone e Marika Arena “è la più vasta ricerca svolta in Italia nel settore della pubblica amministrazione locale. Essa ha l’obiettivo di aiutare i cittadini a comprendere le scelte della propria amministrazione, “superando” la mancanza di trasparenza nelle informazioni disponibili.
A questo scopo, le informazioni vengono lette “per politiche”: cioè, quanto si spende per la cultura o per l’istruzione, qual è l’incidenza delle entrate tributarie, eccetera. In più, le diverse amministrazioni vengono comparate: il benchmarking rende infatti le informazioni maggiormente significative. Per evitare distorsioni nella valutazione, derivanti dalla diversa dimensione demografica dei vari Comuni, i valori assoluti vengono indicati anche in rapporto al numero dei cittadini (valori pro-capite) in modo da rendere quanto più oggettiva e omogenea la valutazione.
Confrontando le informazioni sulla propria città con quelle di altre amministrazioni, il singolo cittadino può così formarsi un proprio giudizio.”
Orbene 4 Comuni si sono distinti per meriti. Meriti comuni,
Reggio Calabria, Catanzaro, Catania e Messina.
A parte la Val D’Aosta, non analizzata per “le diverse regole contabili che non consentono una comparazione”, è la Calabria l’unica regione a non essere presente nella ricerca perché entrambe le Città coinvolte hanno negato l’accesso ai dati di bilancio.
Ecco la bella figura che porta la firma di Rosario Olivo e Giuseppe Scopelliti ed i rispettivi dirigenti dei settori Economici delle due Città, Giuseppe Arnò e Orsola Fallara, senza dimenticare gli assessori Franco Curcio e Rocco Lascala.
“Tuttavia, anche la indisponibilità di quattro importanti Comuni del Sud – quelli di Catania, Catanzaro, Messina e Reggio Calabria – a far analizzare i propri rendiconti del 2007 rappresenta un elemento, non tecnico e non diretto, ma egualmente significativo della ricerca.”
Certamente significativo del livello di trasparenza amministrativa.
La ricerca ha dimostrato lo spreco di 703 milioni di euro per eccessive spese di “auto-amministrazione; che le entrate comunali sono aumentate in media del 10% (a Napoli del 39%!) e che la forbice delle imposte comunali per ogni anno è compresa tra i 519 euro pro-capite di Bologna ed i 192 euro pro-capite di Palermo.
I comuni più indebitati sono nell’ordine Roma, e le Città padane di Torino e Milano.
Ah vi dico un’altra cosa.
Nell’indagine non sono compresi – come detto la consegna dei dati è stata negata - i 270 milioni di euro per i quali il Comune di Reggio Calabria è indebitato fino al 2024 grazie alla magìa degli Equity Swap.
antonino monteleone
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.



vedo con mio stupore che stai alzando il tiro, adesso pure gesu’ cristo e il PAPA. ps . non dimenticare chi ha crocifisso nostro signore [il tuo non di certo] e stato il popolo ebraico.