Quid est veritas

Posted by Antonino Monteleone On gennaio - 29 - 2009

da Romadove anche le autoblù hanno un cuore, un nome ed un cognome

Le parole di Antonio Di Pietro, come previsto, sono state funzionali al solito meccanismo mediatico.

Spostata l’attenzione su una dichiarazione mai pronunciata, riportando un riassunto pericolosamente pretestuoso di un teorema critico ben argomentato, nessuno ha parlato del perché si svolgeva la manifestazione di Piazza Farnese.

Nessun cenno al trasferimento del Procuratore di Salerno Luigi Apicella. Nessun cenno al fatto che in Italia, nel 2009, l’organo di autogoverno dei magistrati ha punito un magistrato per avere svolto le sue funzioni nel rispetto della legge e col timbro dell’unico tribunale che l’ordinamento considera e rende idoneo a valutarne l’operato.

Nessun adeguato cenno alle parole delle vittime di mafia. Nessuno che si prendesse la briga di ricordare cosa ci facesse ieri a Piazza Farnese la signora Angelina Manca e suo figlio Gianluca. Testimoni di una tragedìa che qualcuno vorrebbe cancellare con la complicità di una stampa sorda e troppo distratta dal grande fratello, dalla crisi dell’auto che va avanti da 12 anni, e dal rendere sempre più facile la vita a Berlusconi propinando balle spaziali come l’archivio Genchi.

Bastassero i titoli previsti “Di Pietro attacca Napolitano”, su tutti, a far capire l’uso strumentale di una parte del sistema informazione potremmo anche rimediare.

Ma si va spesso oltre. Si è usata anche la tangentopoli napoletana per aprire ancora polemiche su Luigi De Magistris. Un’altra opportunità per non parlare di servizi segreti e massoneria deviati, politica corrotta, ‘ndrangheta e ladri mascherati da imprenditori impegnati in un’oscena fornicazione con pezzi della magistratura.

Sì. I giornali farciti degli stralci dell’ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame ha convalidato gli arresti per l’imprenditore Alfredo Romeo.

«Consolidati appaiono i rapporti di Romeo con i parlamentari Rutelli e Lusetti (Pd), e con l´onorevole Bocchino (Pdl). In particolare intensi risultano i suoi rapporti con la componente della ex Margherita del Pd, tanto da configurarsi Romeo quale finanziatore del partito anche attraverso i suoi interessi nel quotidiano del Pd “Europa”. Non può non evidenziarsi come i principali esponenti che colludono con Romeo nella città di Napoli fanno parte proprio di tale area politica».

Rapporto tra Rutelli e Romeo «che presenta aspetti francamente poco chiari».

Tutti a puntare il dito contro De Magistris.

Verrebbe da dire: prendetevela con il CSM che ce l’ha messo lì. Anche se l’Italia, in effetti, è troppo piccole per le malefatte del potere politico.

L’amplificazione sui media dei contenuti di quella ordinanza sono tutti concentrati su Francesco Rutelli che scomoda il suo avvocato, Paola Severino, «per tutelare nelle sedi competenti la sua onorabilità rispetto ad alcune frasi enucleate dalla voluminosa ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli».

Proprio perché Rutelli è  presidente del COPASIR che domani ascolterà proprio Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi.

Un modo come un altro per creare un polverone e turbare gli animi di tutti.

Quella ordinanza vedeva De Magistris giudice “estensore” e portava in calce le firme di altri due giudici. Non capita spesso che un’ordinanza sia talmente condivisa da essere firmata da tutti. Eppure questo non è stato rilevato.

La ricerca della verità diventa quindi una missione da portare avanti oltre la piazza e contro l’indifferenze a la rassegnazione. Il carico è doppio e si riparte da un numero. Cinquemila persone.

Che sono scese in piazza per chiedere verità.

Non quella ufficiale.

antonino monteleone

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5 Responses to “Quid est veritas”

  1. Fabio scrive:

    Credo che questa volta ci sia dietro davvero qualcosa di più serio. Qualche affare megacolossale ai danni dei cittadini, ruberie di soldi e chi più ne ha più ne metta. Perchè non è possibile attaccare de magistris (vedi corriere della sera di qualche giorno fa) per aver firmato i provvedimenti come giudice del riesame. Perchè altri due giudici con lui l’hanno firmato. Il corriere, simbolo del potere in tutti i sensi, ha cambiato e virato notevoltmente, dopo aver sollevato dalle inchiese giornalistiche Vulpio.
    C’è qualcosa che davvero coinvolge l’intero arco politico, che si sostiene a vicenda per non crollare inesorabilmente. Incapace di gestire la nostra nazione. Mi dispiace per il PD, che ho votato, ma continuando su questa strada non andrà molto lontano. Pulizia a parole, ma nei fatti è sempre come prima. Purtroppo Veltroni è pure onesto, ma è vittima consapevole di giochi molto più grandi di lui.

  2. gigi scrive:

    io capisco, che voi giornalisti avete sempre un gran da fare, e non avete tempo perche’ impegnati nella grande CACCIA: ai truffaldini, inadenpienti della legge, corrotti, vittime di ingiustizie. MA almeno una riga ma dico una: a MINO REITANO la potevate dedicare. dato che era una persona pura, onesta, aperta, e con un talento naturale incredibile. e per di piu’ vostro PAESANO. no e piu’ importante la CACCIA, fa piu’ notizia. gigi [olanda]

  3. Fabio scrive:

    Oh posso dire per una volta di trovarmi d’accordo anche con te gigi. Si poteva ANCHE parlare di Mino Reitano, simbolo della calabria che per vincere purtroppo deve andar via però. Per trovare successo deve volare.
    In comune abbiamo che siam calabresi e viviamo all’estero. Ma sarò ancora più felice di quando, oltre a questo tuo commento che condivido, commenterai pure tu delle questioni di cui si dibatte in questi giorni. Delle questioni relative alla giustizia, e di quanto tiene sottosviluppata la nostra terra. E che in generale sta facendo scivolare purtroppo agli occhi del mondo il nostro paese intero, ormai privo di credibilità quasi ovunque.
    Fabio

  4. gigi scrive:

    caro fabio, sono felice che tu sia d’ accordo,PER UNA VOLTA con me’. la mia non e’ una sfida, confronto, voglia di apparire, POTERE,[ il potere logora chi non cé la']. IO non mi reputo un potente….. anzi. MA ho dei principi forse, non comprendibile a tutti, ma ti assicuro , assolutamente SENZA SCOPO DI LUCRO. E facile combattere per i propi ideali per poi barattarli in cambio della liberta’ con quella degli altri. ECCO io combatto , anzi disprezzo, che e il termine piu’ appropiato, questo genere di individui. Questa e la mia filosofia. INOLTRE non posso parlare male della mia terra, del mio presidente, delle istituzioni, della mia religione [ cristiana]. io amo l’italia, e dopo 30 anni di olanda non ho mai cambiato, la mia nazionalita’. nonostante la burocrazia italiana non mi abbia agevolato, ANZI. pero non sputo sentenze sul mio paese[ che reputo il piu' bello al mondo]. e non pensiate che sono il tipo di [mandolino gondole spaghetti] in quanto a terra sottoviluspata’, non penso sia cosi’. NELLA CALABRIA , derisa come dici dal resto del mondo; anche li non ci siamo. ti posso assicurare che chi parla a questo modo, non distingue la torre di pisa dal colosseo. MA finche’ criticheremmo il nostro paese, a destra, e, a, manca, non si risolvera il problema. FINISCO che si e fatto tardi. un abbraccio a un calabrese che si chiama FABIO, da un non calabrese, che si chiama GIGI, ma che ama la calabria. MINO RIPOSA IN PACE . gigi [olanda]

  5. Bell’articolo! c’ero anch’io a quella manifestazione e gli ho dedicato qualche post sul mio blog. Ti ho anche chiesto l’amicizia su fb, ti ho trovato tra gli amici di Sonia Alfano! buon lavoro, continua così!! ( e non è vero che sono più querele che lettori, sono sicuro che il tuo blog abbia un sacco di proseliti!)

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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