Agenda – Antonino ad Annozero /2

Posted by Antonino Monteleone On febbraio - 5 - 2009

intercettazioni1

da www.strill.it

Antonino Monteleone, una sorta di ministro degli esteri di strill.it, stasera a partire dalle ore 21 torna tra gli ospiti di “Annozero”, condotto da Michele Santoro su Raidue.
Si parlerà di intercettazioni, di giustizia ed informazione e, ovviamente, sotto i riflettori ci finirà – ancora una volta legittimamente, ahinoi – la Calabria.
Il caso-Genchi (col consulente ospite in stduio) rappresenterà la boa dell’intera puntata, ma gli spunti di intreccio tra settori così delicati e troppo spesso avvolti in una melassa inestricabile saranno comunque numerosi.
Monteleone offrirà il suo contributo di giovanissimo operatore dell’informazione e, soprattutto, di operatore dell’informazione sulla rete, sul web.
Il parlamentare Ghedini, lo scrittore Tabucchi e Claudio Martelli gli altri ospiti della serata.

Appuntamento alle 21:00 su RAI 2

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11 Responses to “Agenda – Antonino ad Annozero /2”

  1. Adduso scrive:

    Ho seguito ieri sera con interesse Anno Zero, quasi come sempre, quindi ho ascoltato anche l’intervento di Antonio, che di fronte aveva un “volpone” come ghedini che non ha perso l’occasione (non avevo dubbi) per mettere in campo la strategia tipica di certa avvocatura consistente nello spocchioso e noto tentativo di ironizzare la controparte non avendo di contro argomenti. E anche Santoro poteva, in quel momento, quanto meno, cercare di essere un po’ meno agitato parlando pure lui sopra (seppure posso però capire la sua visibile tensione).

    Tuttavia, vorrei prendere quest’occasione, per fare osservare che, a mio modesto avviso, ed in generale, quando si affrontano queste questioni in pubblico, molti dimenticano che, quanto meno, formalmente, siamo in una democrazia. Pertanto, se il popolo in maggioranza continua a votare per certi (singolari) politici, è manifesto che (oltre il noto clientelismo) c’è anche qualcos’altro che nella valutazione culturale e razionale subentra tra la gente.

    Evidentemente , quando ci si propone come solo dei “servitori” delle istituzioni o potenziali prossimi tali, forti quindi non tanto di ruoli politici, ma di quelli istituzionali, la nostra “esperienza collettiva inconscia” (verosimilmente pure stimolata opportunamente dal preordinato sistema mediatico) fa scattare i ricordi ancestrali del passato, in cui notoriamente, i rappresentanti dello stato erano visti e percepiti come inamovibili ed incontestabili e disponevano di una sorta di quotidiano potere di vita e di morte che storicamente si è quasi sempre potuto rintuzzare solo con il sangue. Viceversa, forse anche illusoriamente, la gente ritiene per opinione comune, che, solo il politico che si presenta come tale, pure se palesemente intriso di “mafiosità”, si può sempre ed in qualsiasi momento mandare a casa non votandolo.

    E’ palese, per chi può ancora vedere con la mente, che gli attuali governanti non sono chiaramente da meno con la loro supponenza, ma hanno sicuramente “capito” o glielo hanno “insegnato” (diversi anni addietro SB disse che loro all’opposizione si erano “preparati”), che il popolo non va mai pubblicamente “intimidito” (poi in privato sappiamo tutti che c’è questo e di peggio) come invece, con il loro atteggiamento un po’ borioso fanno, forse pure inconsapevolmente per vezzo professionale, diversi (soprattutto magistrati) che, per carità, affermano aspetti piuttosto anche fondati, ma con tutta evidenza porgendoli malissimo. Un cervello non particolarmente oggettivo, critico e dubbioso, la prima reazione che manifesta interiormente davanti ad un atteggiamento di potere, tipico ad esempio degli istituzionali che vanno i televisione, è esplicitamente la diffidenza, che poi ritorce anche irrazionalmente alla prima occasione in privato o nell’urna, votando magari (pure scioccamente) il “mafioso” di turno.

    Attualmente ed in generale, se “molti” non scendono dal loro “piedistallo” (sempre se vogliono continuare a fare politica, altrimenti meglio che rimangano nei loro “castelli “istituzionali che li fanno meno danno all’opposizione), invece di sortire l’effetto sperato, finirà che la gente continuerà a diffidare sempre più di loro, così avvantaggiandosene indirettamente, ma cospicuamente, le controparti. Un po’ di sana umiltà non farebbe male.

  2. Doriano scrive:

    Ma cosa vi aspettavate ???
    La prossima volta state a casa che fate piu bella figura.
    E non diamo la colpa ai volponi.

  3. Cristian scrive:

    MA NA BOTTA IN TESTA A GHEDINI NON GLIELA POTEVI DARE!?!?

    ahahah

    Grande!!

    ciao

  4. Adduso scrive:

    Per Doriano

    Invece a mio mero avviso ha fatto bene ad andare e dire la propria e fanno bene tutti e chiunque ogni volta a cogliere l’occasione (fino a quando ancora ci sarà la possibilità), altrimenti non solo sembra che la voce dei “padroni” (in generale) sia incontestata ed incontestabile, ma così si fa anche esperienza, perché necessariamente ci vuole pure quella inizialmente per imparare a stare davanti alle telecamere e dire tutto in maniera sintetica e comprensibile sapendo che è peggio che essere in un’aula di tribunale con le controparti che t’incalzano e spesso senza possibilità di replica o “appello”. Poi io non sottovaluterei le strategie celate o preordinate dei “volponi”, e questo in qualsiasi settore, tanto più nel dibattito e nella comunicazione mediatica.

  5. Luca scrive:

    Grande Antonino contro Ghedini. Ti stimo!

  6. Achiropita/ lisa Capalbo scrive:

    primo, non t´hanno dato abbastanza time ( gia´mentre conferivi ti hanno interrotto” e poi questo signor gheddini si vedeva da 10 km che faceva fatica a proporre la sue bugie come tentativo di spiegares(smantellare come diiceva il signor travaglio)le cose diversamente da come venivano proposte, perche´lui SAPEVA DI DIRE UN BEL PO´DI COSE NN COERENTI

  7. gigi scrive:

    caro adduso. Paragonare una telecamera, a un aula di tribunale. di fronte a una telecamera cosa rischi? forse una figuraccia, il un aula del tribunale rischi LA LIBERTA’. se per te’ e la stessa cosa non ho parole. gigi [olanda]

  8. gigi scrive:

    ELUANA RIPOSA IN PACE. gigi [olanda]

  9. Adduso scrive:

    per gigi

    Ma certamente … era logicamente scontato che l’assonanza dei due luoghi, telecamera e tribunale, era solo ed esclusivamente scenografico.

    Che gli “effetti” tra i luoghi, tribunale e telecamera, siano di gran lunga diversi, lo sanno pure alla scuola materna (ma, guarda caso, non alle superiori, i cui studenti notoriamente con le loro “bravate”, spesso si danneggiano a vita e rovinano, quanto meno civilmente, anche i loro genitori).

    Ma tutto ciò non cambia quanto prima detto, ovverosia la necessità di insistere nel cercare di rappresentare pure mediaticamente le proprie idee politiche e sociali se si vuole cambiare qualcosa, soprattutto farlo davanti ad un telecamera, anche ed in particolare per le nuove “leve” (come sta facendo antonino ed altri come lui), affinché possano pure fare esperienza e non apparire sempre come un “riempimento” occasionale dei “dinosauri” che popolano i nostri mezzi d’informazione.

  10. gigi scrive:

    caro adduso. ci sono persone che non sono portate per determinati lavori, ci mettono anima e corpo, ma niente, il talento non si compra, e non ci sono universita che insegnino talentologia. ok primo punto spero ti sia chiaro. secondo punto: le bravate degli studenti, questi ragazzi non fanno altro, che fare quello che ho fatto io e te’. QUINDI scaglia pietre solo se non hai sbagliato. terzo punto, idee politiche e sociali: denigrando la CALABRIA come fa’ il tuo pupillo, di certo non incrementi lo sviluppo. il signore in questione e solo alla ricerca di successo per futili motivi: denaro e potere. SOCIALE? cosa fai te’ per il sociale? fai la raccolta differenziata, non parcheggi in doppia fila, rispetti i limiti, vai negli ospedali a portate conforto alle persone bisogniose almeno di una carezza, vai nelle carceri ha portare almeno soliderieta’ a delle persone che non hanno niente, ne fuori, ne dentro. LE TELECAMERE, io ci sono stato decine di volte d’avanti, non mi si e mosso un pelo, sai perche? la battaglia che io porto avanti non ha nessun scopo di lucro o potere {il potere logora chi non ce la’.] MEZZI d’informazione, ma ti rendi conto di quello che dici, L’ITALIA e il paese piu’ democratico al mondo, che ti permette di esprimere le tue idee senza censura. LE OFFESE che sono state dette su questo blog: contro nostro signore, contro il presidente della repubblica, contro berlusca, contro il papa, contro la chiesa. pensi che in altro stato questo sia possibile?. ciao e buona giornata. ps. almeno io ho l’educazione di darti del caro, e augurarti buona giornata. gigi [olanda]

  11. Adduso scrive:

    x gigi

    “Invidio” la tua certezza. Per mia modesta formazione, generalmente attenta soprattutto all’essere umano, sono giunto a pensare che diverse cosiddette “regole” possono essere spesso l’esito di insicurezze personali o desideri esistenziali rimossi (come la omofobia, la sessuofobia, la xenofobia, ecc). Quindi quello che affermi con sicurezza non mi è così chiaro. In ordine poi all’educazione non credo che questa sia valutabile sulla base dell’uso del termine “caro”, anzi potrebbe pure essere il contrario. Circa poi sul “pupillo”, non capisco a cosa o chi ti riferisci, anche perché non sono nessuno, nel senso comune della parola, ma solo un cervello che cerca di pensare autonomamente. Poi sulla circostanza che si critica la propria regione non ci vedo non solo nulla di male, ma lo reputo uno stimolo ad un miglioramento civile. Posso aggiungerti che personalmente faccio di peggio nella mia, a cominciare chiaramente dalla mafia, poi passando per la politica, quindi le istituzioni, ecc. E’ come se si additasse il giudice Gratteri, per rimanere in Calabria, in quanto combattendo la ndrangheta fa un torto al buon nome della regione. L’unica, forse, certezza che ho, è invece che quando da persona civile si ha la sensazione, il sospetto o ancora peggio la prova specialmente documentale, che davanti si ha della mafiosità, allora sono del parere che bisogna criticare chiunque, fosse anche il presidente della repubblica, il papa, il presidente del consiglio, il presidente del tribunale, ecc. Gli inviati di dio sulla terra esistono solitamente solo nei cervelli dei psicotici affetti da delirio di onnipotenza, come in certa politica e anche in certa magistratura, oppure burocrazia, o ancora in quelli che sanno solo brucare l’erba sotto il naso pensando che gli altri umani che li pascolano sono dei messia. Sull’augurio di una buona giornata, lo ricambio sempre volentieri.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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