Oggi la Barcellona sana, che non dimentica i soprusi della mafia e che vuole lanciare un messaggio di speranza per il suo futuro sarà presente al Teatro dell’Oratorio Salesiano all’incontro nel quale si ricorderà Attilio Manca.
Se questo nome non vi dice nulla vi consiglio di visitare il sito a lui dedicato.
Attilio Manca era un giovanissimo e brillante medico siciliano di 34 anni. Conclusi gli studi particolarmente distintosi per le innate capacità che gli assicurarono ambiti riconoscimenti in ambito internazionale.
Un urologo tra i pionieri delle tecniche laparoscopiche.
Insomma un curriculum invidiabile, se non sei nato a Barcellona Pozzo di Gotto.
Un giorno capita che la sua bravura serva ad un certo “Monsieru Troia”. Ha bisogno di un intervento alla prostata e sarà operato nel 2003 a Marsiglia, nella Clinique de La Ciotat.
Si trattava di Bernardo Provenzano che voleva essere operato dal migliore che, casualmente, era un siciliano. Un barcellonese. Non uno qualsiasi. Non era “a disposizione” e fu difficile convincerlo.
Ma gli amici di “Binnu” potevano contare su quel parente-serpente di Attilio che lo avrebbe portato a più miti consigli.
Non dice niente ai suoi genitori, né ai colleghi. Solo qualche notizia approssimativa e si reca a Marsiglia.
Intervento riuscito alla perfezione, per sfortuna.
Ma Attilio probabilmente non cedette al desiderio di chi lo voleva medico di fiducia del capo dei capi. Sapeva troppo, la sua onestà portava dentro una fragilità che per Cosa Nostra era un pericolo.
Così fu “suicidato”.
Trovato morto di overdose, ma Attilio non si drogava; con due punture al polso destro sinistro, ma Attilio era mancino. Un suicidio, ma Attilio era pieno di vita.
Una storia complessa e piena di misteri raccontata da un giornalista spagnolo. “El Enigma Siciliano de Attilio Manca” è un libro denso di dettagli interamente dedicato all’assassinio del medico di Barcellona. Lo ha scritto Joan Queralt una volta appassionatosi ad una storia incredibile, per certi versi inquietante.
Dalle 17:30 sarò assieme il senatore del PD Beppe Lumìa, il magistrato Felice Lima; Fabio Repici, legale della famiglia Manca; Sonia Alfano, presidente dell’associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia; il giornalista Gian Mauro Costa coordinatore dell’incontro.
Per non dimenticare e fare conoscere la verità.
am
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fu ” suicidato” ( che genialita´)
ed ovviamente, di questa commemorazione non si è saputo nulla dai mass-media
E’ bello leggere le tue parole… Attilio non avrebbe abbassato la testa. Spero col cuore che un giorno i suoi genitori possano davvero ottenere giustizia. Non posso neanche immaginare il dolore che prova sua madre… però sento la sua rabbia,la sua sofferenza e quindi mi arrabbio anch’io… Barcellona è una città troppo difficile ed è facile cedere allo sconforto,ma poi guardo persone come i genitori di Attilio e mi rendo conto che abbattersi è solo ciò che vorrebbe chi è colpevole e vuole nascondersi. Con l’aiuto di persone in gamba come l’avvocato Repici si arriverà prima o poi alla verità… fino ad allora non ci stancheremo mai di lottare.
Ciao Antonino,
nel post scrivendo ti sei sbagliato sul polso…era quello sinistro..ma Attilio era mancino…
vero!
am