Il cuore e la faccia della Calabria

Posted by Antonino Monteleone On febbraio - 27 - 2009

La Calabria è una terra che ha tanti primati. Tra questi la capacità di superare astronomicamente i limiti della decenza. Senza altri giri di parole vengo al dunque.

Pensavo che bastasse l’indignazione provocata da una condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado per indurre Enzo Sculco a rimettere il mandato di Consigliere Regionale della Calabria.

Ma ha mandato giù la condanna e la sospensione, rimanendo sotto traccia – nemmeno tanto! – fino allo scorso agosto. Mese in cui la sospensione è scaduta, il processo d’appello non era nemmeno cominciato e nessuno a dire una parola.

Un grande blog, quello di Roberto Galullo, ed uno piccolino, del sottoscritto ad arricciare un sopracciglio.

Poi nulla.

Enzo Sculco viene condannato. Esce dal Consiglio Regionale. Ritorna e ne condannano un altro. Sempre di Crotone, sponda Udc. Tornerà anche lui, non ho dubbi.

Ma cerco di tirare fuori un po’ di “schifìo” per affrontare al meglio la notizia di una ulteriore condanna a carico del “Papa” di Crotone.

Un anno e tre mesi di reclusione per truffa aggravata e falso ideologico.

Il Giudice monocratico del tribunale di Crotone, Francesca Costa, che ha anche condannato Giuseppe Sculco, fratello del consigliere regionale, alla pena di un anno e sei mesi e Antonio Calabrese a sei mesi di
reclusione. Calabrese è il capo servizio dell’Istituto Corpo vigili notturni, dove si sono svolti i corsi di formazione da cui ha avuto origine l’inchiesta da cui è scaturito il processo.

Organizzavano corsi di formazione fantasma, attraverso la società “IAL Calabria“, che tra il 2001 ed il 2002 hanno fruttato qualcosa come 300 milioni di vecchie lire.

Nel processo erano imputati anche due tutor dei corsi, Tommaso Vallone e Francesco Aprigliano, che sono stati assolti.

Al termine della requisitoria il pm Piepaolo Bruni aveva chiesto la condanna di Vincenzo Sculco alla pena di un anno e sei mesi, di Giuseppe Sculco e Antonio Calabrese a 4 anni di reclusione ciascuno. Per Vallone e Aprigliano Bruni aveva chiesto la condanna a nove mesi di reclusione.

Ho visto oggi, per la prima volta, i nuovi spot televisivi promozionali della “Calabria” dunque uso lo stesso slogan per lanciare un appello.

Caro (dis)onorevole Enzo Sculco, ci metta il cuore, e si dimetta!

antonino monteleone

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5 Responses to “Il cuore e la faccia della Calabria”

  1. Cristian scrive:

    Loro ci mettono il culo…che equivale a metterci la faccia…

    ciao

  2. alexilgrande scrive:

    Bell’articolo. Continuerò a seguirti caro Antonino.

    A presto.

  3. Roberto Galullo scrive:

    Stavo cominciando a raccogliere nuovi fatti intorno ad uno dei personaggi più inquietanti (anche se in realtà non c’è che l’imbarazzo della scelta) della Calabria – Enzo Sculco appunto – al quale volevo dedicare ancora graziose attenzioni giornalistiche sul mio blog.

    Molti lettori e amici mi hanno infatti, nelle ultime settimane, invitato a prendere di nuovo in considerazioni le mirabolanti avventure di questo benemerito sindacalista-politico calabrese.

    Navigando su Internet ho visto che te ne sei nuovamente occupato citando anche, con belle parole, il mio blog “Guardie o ladri”.

    Di questo volevo ringraziarti. Credo che alimentare un circuito di legalità in Rete sia una delle poche speranze rimaste in questo Paese per fare fronte comune contro la prevalente illegalità e immoralità.

    Manterrò la promessa – mi interesserò ancora di Sculco – ma non so quando perchè la cronaca calabrese di Why Not sta avendo la meglio. E proprio domani sul mio blog pubblicherò un nuovo post con novità importanti.

    Non sarà l’ultimo perchè – di lì a pochi giorni – ne ho pronto un altro sui legami tra politici e Loggia di San Marino.

    Insomma: in Calabria la materia prima non manca.

    Un saluto e buon lavoro

    Roberto Galullo
    http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com

  4. Lorenzo scrive:

    bel pezzo, come al solito. Devo riprendere l’abitudine di leggermi il tuo blog quotidianamente come facevo fino a qualche settimana fa. Cmq aggiungi pure l’intervista sul Quotidiano di ieri (domenica 1/3),giusto per far sapere ai non calabresi di che materiale hanno la faccia certi politici nostrani..

  5. Valeria scrive:

    Ops…piacere di fare la tua conoscenza.
    Ottimo blog.
    Anche io seguo quello di Galullo.
    A presto.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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