L’Ora della Terra e l’ora di Reggio

Posted by Antonino Monteleone On marzo - 27 - 2009

Parleremo del nuovo marchio di “città metropolitana” che la riforma federalista porterà alla Città di Reggio Calabria a tempo debito.

Quando cioè sarà chiaro cosa voglia dire “città metropolitana” senza l’uso di demagogìa, senza coniare slogan e credere in miraggi politici e sociologici. E ciò non potrà avvenire prima di due passaggi fondamentali. Primo, l’approvazione definitiva al Senato. Secondo, una nuova legge sugli enti locali che stabilisca prerogative e funzioni di questi enti previsti in Costituzione  dal 2001, ma, di fatto, mai realizzati.

Nel frattempo la “città che cresce” non smette di stupire.

No, non mi riferisco nemmeno ai manifesti fotocopia AN (nel PDL) barra PD hanno realizzato per rivendicare – con “note carbone” – il conferimento del metropolitano status.

Parliamo di soldi. Che mancano.

Reggio Calabria, sommersa dall’indebitamento da “finanza derivata” per qualcosa come 270 milioni di euro fino al 2034 (sic!) – e solo per quella – vede impegnato il proprio Consiglio Comunale, in una delle ultime sedute, ad approvare 13 ordini del giorno che hanno una radice comune “riconoscimento di debiti fuori bilancio…”.

Per domani, sabato 28 marzo, il WWF ha organizzato la prima “Earth Hour” (l’Ora della Terra).  Dalle 20.30 alle 21.30 ora locale. 2.848 città in 83 paesi spegneranno le luci in un gesto di mobilitazione globale contro il surriscaldamento del pianeta provocato da un consumo sempre crescente di risorse non rinnovabili per la produzione di energia elettrica.

E cosa c’entra questo, vi starete domandando?!

C’entra eccome!

Perchè a Reggio Calabria ci stiamo portando avanti col lavoro.

Stando alle ultime notizie il Comune di Reggio Calabria avrebbe accumulato debiti di una certa entità con l’ENEL che, chiudendo un occhio in alcune zone della Città, avrebbe (anzi ha) cominciato a lasciarne al buio alcune di periferia.

Telecom ha invece già staccato le linee telefoniche nell’appartamento in locazione che ospita le sedi dei gruppi (anche “mono”) consiliari di minoranza.

Comunisti Italiani, Rifondazione, Partito Democratico, Udeur, eccetera senza telefono né luce.

Perché questa è un’amministrazione che “sa costruire il proprio futuro” con uno “sguardo alle generazioni future”, fatta di “una nuova e giovane classe dirigente che fa gli interessi di questa comunità”.

Ah, dimenticavo. Spero che non sia vera la giustificazione che Orsola Fallara – dirigente del Settore Finanze e Tributi del Comune di Reggio Calabria, con l’attitudine ad avvalersi “della facoltà di non rispondere” – si dice abbia dato in risposta alle lamentele ricevute.

ENEL e Telecom non avrebbero incassato i pagamenti che il Comune avrebbe regolarmente versato.

Giuseppe Scopelliti faccia chiarezza. O luce?

antonino monteleone

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One Response to “L’Ora della Terra e l’ora di Reggio”

  1. rosy scrive:

    Ah! Ecco perchè la Telecom non ha più interesse a fornire l’ADSL in alcuni quartieri della città!

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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