
appuntamento dalle ore 10:00 di fronte la Questura
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Anche a Reggio Calabria, di fronte alla Questura sul Corso Garibaldi, ci sarà un sit-in di solidarietà al Vice Questore Aggiunto Gioacchino Genchi – l’ex superconsulente del PM Luigi De Magistris accusato di avere creato un mega-archivio di dati personali – sospeso dal servizio quattro giorni fa.
“Manifesteremo la nostra solidarietà a Gioacchino Genchi ed alla Polizia di Stato – si legge nella nota diffusa dall’”Associazione CombAttivaMente – Amici di Beppe Grillo di Reggio Calabria” – contro un provvedimento ingiusto e sproporzionato che colpisce nella dignità un leale servitore di questa Repubblica ed ha provocato una forte reazione nella coscienza civile di quei cittadini informati che hanno a cuore le sordi della democrazia in questo Paese”.
“Distribuiremo dei volantini – è scritto nel comunicato – per informare la cittadinanza su quello che i giornali, le televisioni e le radio hanno taciuto sull’intera vicenda”.
La manifestazione, che ha visto tra i promotori anche Salvatore Borsellino – fratello del Giudice ucciso dalla mafia – si svolgerà in diverse Città italiane da nord a Sud di fronte alle Questure, alle Prefetture o nelle principali piazze.
“Siamo dalla parte della Polizia di Stato, di Gioacchino Genchi e di tutti quei servitori dello Stato – conclude la nota – che rendono onore ad un’Itaiia sempre più lontana dai concetti di Giustizia, Legalità e libera informazione”.
Appuntamento per sabato 28 marzo a partire dalle 10.
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provo sdegno ma, non mi stupisco più di tanto:toccare il culo ai pezzi grossi della massoneria, mafia, politica ha sempre provocato reazioni di stupore e ipocrisia ( una volta il velo di ipocrisia non lo intravedevo oggi l’esperienza della vita mi ha aiutato a identificarla). pensa un poco: quell’inutile carrozza del copaco, che non ha mai funzionato fin dalla nascita è diventato all’improvvisol’arma contundente per colpire un magistrato ed il suo tecnico di fiducia, attività fortemente voluta da un notabile del pd a capo di questo organismo ed accusato dal giudice, forse, di rapporti poco leciti con personaggi discussi. gli esempi sono milioni, senza per questo sostenere che il de magistris non abbia compiuto qualche errore! quanto si è dimostrato serio, signore, sicuro prodi quando ha detto: lasciateli andare avanti, non ho nulla da nascondere! ma questi personaggi della politica odierna o i magistrati serio i dipendenti della p.a. seri non piacciono alla struttura di potere vigente.
Caro Antonio,
quello che mi piace di te è il fatto che non cerchi di camuffarti ed esprimi pubblicamente il tuo pensiero in fatto di giustizia.Quello che invece non mi piace di te è il modo superficiale con cui affronti un tema così delicato come la giustizia.
La giustizia è qualcosa di molto serio e dovrebbe essere esercitata da persone equilibrate, competenti e con un alto senso delle libertà altrui.
In calabria non è così anche perché persone come te, in assoluta buona fede, hanno deciso di sostenere certa magistratura a prescindere della bontà delle inchieste condotte. Purtroppo siete diventati tifosi e fate discorsi da tifosi, non vi premurate mai di accertare la bontà dei risultati finali ottenuti.
Un’inchiesta si valuta alla fine del “percorso” ovvero quando la cassazione mette la parola fine. Da quel giorno è possibile dire chi è colpevole e chi è innocente.Tu,invece, consideri colpevole chiunque venga trascinato in catene dai tuoi “eroi” solo perché essendo un tifoso non ammetti la possibilità che queste persone possano sbagliare.
Il tuo, purtroppo, non è giornalismo ma propaganda.
Io non conosco nel dettaglio la vicenda Genchi, quindi non posso esprimere alcun parere senzato, tutavia i controlli di massa, anche solo dei tabulati telefonici, non mi entusiastano molto.
Leggere tutte quelle carte non può che far bene a chi vede giustizialismo nelle mie parole. I processi si fanno nei Tribunali. E su questo non si discute. Ripeto ancora una volta che negli atti preliminari di quell’inchiesta rimangono cristallizzati fatti che sono come è giusto che siano: ostinati. I fatti sono ostinati. E, per difendersi da quei fatti, lorsignori hanno messo in moto un tritasassi per fare fuori chi, proprio quei fatti, li aveva scoperti.
Non entusiasmarti. I controlli di massa non esistono se non nei piani del governo che vuole affidare ad un solo centro (Finmeccanica) tutte le intercettazioni.
am
No Antonio, mi dispiace che persone come te ( decise e combattive ) si lascino trascinare nel vortice giustizialista che da anni grava sulle libertà dei cittadini. Oggi in Italia in nome della lotta alla criminalità (sacrosanta) a certa magistratura tutto è permesso, anche violare la costituzione.
Secondo me bisegnorebbe vedere le cose in modo meno “complottistico” e più realista.
I problemi del Sud sono diversi e hanno radici profonde. Noi abbiamo perso il treno del progresso quando l’industria “tirava”, perché chi ci ha conquistato ha deciso che noi dovevamo fare gli operai per le fabbriche del Nord. Siamo rimastri senza infrastrutture, senza i migliori cervelli e senza la migliore manodopera, ci siamo debilitati e siamo stati attacati dei germi del malaffare.Il colpo di grazia ci è stato inferto dall’assistenzialismo.
In tutto questo marasma chi è ad avere dei vantaggi?! Non credo si debba fare un grosso sforzo per capirlo: tutti ad eccezione di tanti cittadini onesti.
I governi non hanno mai affrontato in modo serio la questione meridionale, perché non hanno idee e neppure volontà di farlo. Non bisogna essere degli economisti per capire che le uniche forme di sviluppo nel Sud Italia sono il turismo ed il settore agro-alimentare. Ma non abbiamo strade, né areporti, né ferrovie e, conseguentemente, neppure adeguate strutture ricettive. Siamo carenti di opere idrauliche sia civili che per l’agricoltura. Per giustificare tale carenze, si servono del paravento criminalità, come se il crimine nelle aree depresse fosse causa e non effetto del disaggio sociale.
I magistrati ed i poliziotti, grazie alla visibilità ottonuta a seguito di grande inchieste, costruiscono lucrose carriere e vantaggi personali.Gli avvocati ingrossano i loro conti in banca. I giornalisti hanno di che scrivere per vendere i loro giornali. I politicanti di professione ( incapaci persino di allacciarsi le scarpe per via dei loro “panzoni”) prosperano intessendo realazioni con chiunque porti loro voti. Gli unici a patire sono i cittadini onesti.
Difronte a tutto questo il caso Genchi è ben poca cosa e si colloca all’interno delle lotte per il potere tra crimilali e polizia, tra magistrati e politici in cui a pagare ancora una volta è il cittadino comune.
Mi piacerebbe che tu spendessi le tue energie e la tua ilntelligenza per cambiare le cose seriamente senza metterti al servizio di una parte cedendo, come capita a molti giovani, al fascino rivoluzionario per cui lottare contro il potere sia per forza giusto, dimenticando che spesso la parte per cui si lotta è essa stessa potere.
Con questo vorrei dirti che è molto difficile far passare il nipote ed il figlio di magistrati come uno che si batte contro il potere per i popolo ( semmai per il potere), perché i giudici e i poliziotti non sono stati e mai saranno del popolo.