Fingere di costruire depuratori utilizzando soldi dell’Unione Europea serviti, purtroppo, solo ad ingrassare conti correnti in Lussemburgo, Svizzera, Liechtenstein; costruire case, scuole e piazze utilizzando come “rinforzo” scorie tossiche.
Sono alcune delle new entry di quel gran calderone di idee sensazionali che è la Calabria.
Un’antica tradizione, invece, rimane quella della costruzione “unni cazzu ndi pari”; “aundi vogghiu”; forti del fatto che “u terrenu è u meu” e, male che vada, “facimu na sanatoria”.
Un sisma del 7 grado della scala Richter in Giappone, oggi, provocherebbe meno di 300 vittime. In Calabria, si stima, “appena” 32 mila!
Una Regione che piange morti a cicli regolari per semplici alluvioni.
Villaggi turistici “sapientemente” adagiati sul letto delle fiumare; centri commerciali a ridosso della linea ferroviaria; autostrade costruite col tracciato “disegnato” dal potentato politico di turno (riposa in pace, Giacometto M**cini!); hanno mietuto o mieteranno vittime.
La situazione, in tutta la Calabria, è generalmente disastrosa.
Sia dal punto di vista idrogeologico che urbanistico.
Ma è la Provincia di Reggio Calabria quella che subisce i danni maggiori dell’abusivismo edilizio.
Quel mattone che, in caso di terremoto, cade in testa all’uomo uccidendolo. Il “fenomeno” terremoto non uccide nessuno.
E Reggio Calabria detiene un altro record. Quello dei condoni.
Sapete quanti “permessi di costruire in sanatoria” sono stati concessi nel solo 2006?
Ve lo dico io!
Sono millecinquecentoquarantacinque, ripeto 1.545!
Nel 2007 le cose non sono andate meglio. Siamo arrivati a quota 1078. Mentre sono 665 quelle evase nel 2008.
Tanti piccoli e grandi abusi sui quali si chiude – a norma di legge – un occhio.
E, una volta per tutte, sarebbe corretto ricordare a chi oggi non ha acqua in casa che la colpa è anche di chi ha costruito interi quartieri abusivi. Di conseguenza le fogne scaricano un po’ dove capita e la rete idrica subisce l’incontenibile contraccolpo di un assorbimento non calcolato e non previsto che secca i pozzi più velocemente perché dissennato e incontrollato.
I soldi incassati con un condono non compensano le spese necessarie a mettere a norma le abitazioni.
Senza badare alle differenze tra il condono e la sanatoria potremmo badare alla sostanza.
Non rimuovono l’ingombro paesaggistico, ambientale né compensano il danno o sciolgono il pericolo che rappresentano per la sicurezza di quei mostri di cemento.
Godetevi il filmano ad inizio post.
antonino monteleone
p.s: non sono qui per informare, ma per creare “tensione sociale”. – DL
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.






[...] Qui il post originale che vi invito a leggere. Condividilo con: [...]
Berlusconi: “Il Ponte si farà”
“Per coprire gli investimenti necessari alla ricostruzione in Abruzzo potremo anche fare ritardare la realizzazione di qualche grande opera gia’ pianificata, ma non il Ponte sullo Stretto, che e’ un’opera fondamentale di cui la Sicilia ha bisogno”. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi
E se la Sicilia ne ha bisogno!!!!