
di Antonino Monteleone per www.strill.it
Campagna elettorale che si avvia a conclusione e Tonino Di Pietro arriva a Reggio Calabria
consapevole della crescita di consenso attorno al suo partito. Che in queste elezioni europee punta alla doppia cifra. Lo abbiamo intervistato prima del bagno di folla con gli elettori.
Da pochi minuti ha appreso la notizia dell’arresto del Presidente della Provincia di Benevento. Partito Democratico. Un’altra tegola sulla testa di Franceschini alla vigilia del voto. I calabresi hanno da poco visto il messaggio del Governatore Agazio Loiero a reti unificate sul tema rovente della sanità.
Di Pietro è netto: “le cose così non possono andare. O si cambia oppure è giusto commissariare, purché non sia un modo scorretto di fare campagna elettorale“. A chi fa presente la polemica sulla reintroduzione del ticket risponde che non è il ticket la causa del disastro, né la soluzione di un problema causato “da uno scellerato utilizzo delle risorse“.
Loiero è un buon governatore?
“Sta facendo quel che può data la complessità della situazione politica calabrese. Non vediamo alternative valide.”
Però siete usciti da un Giunta di cui avete fatto parte…
“Con Beniamino Donnici poi andato al Parlamento Europeo (a metà legislatura in forza di un accordo con Achille Occhetto oggetto di una diatriba giudiziaria) momento in cui abbiamo deciso che, a prescindere da Agazio Loiero, quella Giunta non avesse la forza per amministrare questa Regione. Quindi scelto la linea dell’appoggio esterno per non accettare corresponsabilità in situazioni su cui non potevamo incidere più di tanto”.
I consensi crescono, lo dicono i sondaggi, ma in molti vogliono che questo partito “padronale” cambi. Cosa c’è nel futuro?
“Siamo la formazione politica più all’avanguardia. Siamo uno dei 5 partiti rimasti sulla scena politica nazionale. Dopo queste elezioni, il 22 giugno, comincerà un percorso di rifondazione del partito che porterà ad una nuova classe dirigente.”
Metterà in discussione anche la sua leadership?
“Certamente. Classe dirigente e presidenza del partito. Lo facciamo soprattutto per costruire insieme ai cittadini un manifesto programmatico che ci consentirà di confrontarci con altre forze politiche per una nuova alleanza riformista.”
Con quale partito?
“Lo deciderà chi rimarrà. Chi vuole stare costruire con noi questo percorso”.
Non c’è il rischio che i colonnelli spingano per portare il partito in una direzione che non piace alla base?
“Sarà la base a decidere…”
Lo diceva anche il PD…
“Noi lo stiamo facendo ed in poco tempo. Il PD, figlio della DC e del Partito Comunista, ci ha messo più di 50 anni. E la classe dirigente è sempre la stessa. C’è un’enorme differenza…”
Perché chiede di votare IDV?
“Perché siamo diversi dal sistema. Nelle nostre liste 67 candidati su 72 non sono iscritti all’Italia dei Valori. Si tratta di persone che vengono dalla società civile.”
Hanno attaccato De Magistris per l’ingresso in politica. “Le inchieste fatte per candidarsi…”
“A nessuno viene in mente che De Magistris, come me quando ero magistrato, voleva continuare a fare il suo lavoro? A lui, come a me,sono state tagliate le ali perché invece che indagare sui rubagalline ha indagato sulla casta. E quando uno non può fare il proprio dovere, bisogna cambiare l’ambito per raggiungere lo stesso obiettivo: avere un Paese più rispettoso del principio di legalità e dei diritti dei cittadini.”
Quante analogie con i tempi di Tangentopoli?
“Quelle indagini ne sono la continuazione diretta. C’è un unico filo logico che ha origine nel periodo stragista e che, passando per Tangentopoli, finisce nelle inchieste di magistrati come De Magistris e non solo.”
Torniamo ai giorni nostri. Nelle Province e nei Comuni vi aspettate un grosso successo. Ma con le liste civiche promosse da Beppe Grillo come siete messi? Anche loro partecipano con liste civiche a queste amministrative…
“In molti casi l’esperienza delle liste civiche di Grillo ci ha unito. In altri casi i meetup corrono da soli, in altri casi ancora abbiamo noi ospitato personalità che fanno parte del movimento o ancora siamo stati ospitati da loro. Credo che l’esperienza dei meetup si stia muovendo in due direzioni: l’una che è quella dell’informazione ed anche della contestazione legittima ed apprezzabile. L’altra quella della partecipazione per costruire un’alternativa e mettersi in gioco. Noi di IDV crediamo di avere bisogno di entrambi questi aspetti.”
E’ questa la politica del futuro?
“Quella del coinvolgimento diretto di tutti i cittadini che non possono sempre stare alla finestra a lamentarsi, ma devono mettersi in gioco direttamente.”
L’informazione, Onorevole Di Pietro. Il Giornale di casa Berlusconi è diventato l’organo critico di IDV? Ogni giorno paginoni su di Lei ed il suo partito…
“A noi va bene così perché ogni giorno faccio una casa civile e poi, deve sapere, io ho ancora la fotocopia dell’assegno del primo risarcimento da 400 milioni di lire del Giornale e da allora, periodicamente…”
Incassa un vitalizio…
“Praticamente…”
Ma anche alcuni giornali vicini al PD la demonizzano e l’Udc le dà del “manettaro” “giustizialista” e “forcaiolo”
“Una critica strumentale. Non vogliono ascoltare ciò che diciamo e pensano di cavarsela con la storia del giustizialismo. Provi a guardare le liste Udc. C’è di tutto e di più. Di tutto e di più. Alcuni hanno ripresentato l’ex Udc Cosimo Mele.”
Ecco, voi vete deciso di moralizzare la politica. Con quale ricetta?
“Abbiamo tre proposte precise. I condannati non possono essere candidati. I rinviati a giudizio per reati gravi non possono assumere incarichi di governo né centrale né periferico. Gli imprenditori che commettono reati contro la Pubblica Amministrazione, o che violano le norme in materia di tutela dei lavoratori e le norme sugli appalti non possono più partecipare a nessuna gara.”
Però in Calabria, dove le ombre possono aleggiare su tutto e tutti, anche Idv ha avuto qualche problema. Il caso Feraudo, ad esempio.
“Feraudo non è un caso. L’hanno fatto diventare un caso, ma dovrebbe essere preso ad esempio. Su di lui, giustamente, la magistratura ha fatto accertamenti. Lui, giustamente, si è difeso nel processo e, giustamente, è stato prosciolto.”
E il caso Lizzano, capostruttura del Consigliere Feraudo e condannato in primo grado per truffa?
“Ma Lizzano non c’entra niente con il partito, mi perdoni. E poi dimostra la strumentalità di questa situazione. Lizzano non ha alcun ruolo nel partito. Non è stato candidato in alcun modo. Partecipa ad una manifestazione con 1200 persone, è stato in mezzo al pubblico…”
Però è il capostruttura di Feraudo…
“Torno a ripetere che non c’entra nulla col partito.”
L’avrà fatta arrabbiare questa cosa però…
“Non mi ha fatto arrabbiare assolutamente. Rifiuto questa storia. Perché non c’entra niente col partito Lizzano. Io non vado a vedere nelle situazioni personali. Non abbiamo dato alcun ruolo e non intendiamo dare alcun ruolo ai condannati e ad ognuno dei nostri candidati abbiamo chiesto curriculum e certificato penale. Ed a noi si guarda per vedere se in una manifestazione pubblica c’era uno che è stato condannato, in primo grado…”
Però è un collaboratore stretto di un deputato regionale del suo partito…
“Ma, scusi, è come se le contestassi con chi, lei, ieri sera, è stato mangiare… Abbia pazienza.”
Lei avrebbe un Lizzano come collaboratore?
“Rifiuto questa domanda perché ritengo veramente osceno che il sistema dell’informazione, in una situazione in cui accetta come Presidente del Consiglio uno che corrompe testimoni e nulla dice, se la prende con il mio partito perché una persona, che è conoscente di un’altra persona, ha partecipato ad una manifestazione elettorale. Io questa idea la rifiuto.”
Non si contesta la partecipazione, ma l’essere capostruttura. Nominato, scelto.
“Io credo che non si può pretendere l’assurdo da un partito. Più di così il partito non può fare.”
Passiamo ad altro. I numeri, si parla di un risultato a due cifre per IDV…
“Mia madre mi ha insegnato di non fare il passo più lungo della gamba. Credo che bisogna ancora seminare molto e coltivare un rapporto di fiducia coi cittadini, un rapporto di coerenza e migliorare la nostra azione politica. Quando hai l’un percento ti puoi accontentare della classe dirigente che hai, ma quando punti alle due cifre hai il dovere di costruire una classe dirigente idonea. Perché col 10% non puoi più fare protesta, ma devi fare proposte e per questa ragione è nato Folder.”
Cos’è?
“Un centro studi indipendente, finanziato dall’IDV. Attraverso esso vogliamo coinvolgere le personalità migliori per costruire i programmi del futuro in tema di riforme, economia, politiche energetiche…”
Cosa le dice la gente per strada?
“Vai avanti così. Non mollare. Meno male che ci sei.”
Ma lo dicono anche a Berlusconi.
“C’è chi crede che lui risolverà tutt i problemi. E vediamo che non è così. Io difendo quei cittadini che credono che sia Berlusconi uno dei problemi.”
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