Nessun cenno, ancora, su questo spazio, sulla vicenda della vergognosa “parentopoli” che vede protagonisti l’80% dei politici reggini. Amanti, cugini, nipoti, fratelli, figli, amici e mogli infilati nelle società miste, negli uffici, ricompensati con incarichi e consulenze.
Non il timore di una querela da parte del sempre più nervoso Scopelliti o di qualche suo sodale (ad esempio di chi ha smentito – in privato – l’assunzione di una convivente perché “non è sua moglie”. L’avesse fatto pubblicamente, forse, avrebbe dovuto sposarla.
Nemmeno il timore dell’accusa di avere parlato di cose un po’ datate e di farlo strumentalmente in campagna elettorale.
Fa sorridere la presa di posizione di Aurelio Chizzoniti, paffuto Presidente del Consiglio Comunale, politico che apprezzo per le sue molto poco “politically correct” esternazioni su più aspetti della vita istituzionale di questa regione.
Da mesi denuncia incapacità gestionali – presunte – in capo ai vertici di Sogas Spa, la società che gestisce l’aeroporto di Reggio Calabria. Ed appena una settimana fa ha deciso accendere un faro su una parentopoli taciuta dai più.
Quella in aeroporto. Appunto.
E tira fuori le gravi colpe di 5 – ripeto cinque – dipendenti di società esterne a Sogas che sarebbero parenti o prossimi congiunti di alcuni esponenti sindacali.
Cinque dipendenti di private società che hanno con Sogas rapporti di carattere commerciale, disciplinati di un contratto.
Si obietterà che anche la parentopoli comunale riguarda società “private”. Questo non è vero. Perché Sogas non partecipa al capitale né di Consulta nè di Omega, l’impresa di pulizie (sic!) che vanta un ramo d’azienda anche nei “servizi aeroportuali”. Altra storia.
Dimentica, però, Chizzoniti che un caso ben più grave di parentopoli “comunale” ha toccato, sensibilmente dal punto di vista politico, proprio la Sogas e non società esterne.
Dimentica Chizzoniti che nel 2007, elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale che presiede, per impedire all’assessore alle Politiche Abitative Michele Raso (da Chizzoniti francesizzato “Michelle Rasò”) di portare i suoi 1200 voti al centro-sinistra (faceva parte dell’Udeur) si mosse bene la macchina “organizzativa” che, in un sol colpo, portò all’assunzione “del di lui figlio” – per usare espressione cara al Presidente – e l’apporto dei “di lui voti” alla coalizione di Scopelliti nella lista de “L’Italia di Mezzo” che non raggiunse il quorum, ma valse comune un seggio in Giunta.
Erano gli anni del maggior debito di Sogas, guidata da Pietro Fuda.
All’epoca Chizzoniti era un tantinello meno critico con l’amico Senatore.
Ed oggi è un tantinello smemorato.
antonino monteleone
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C’è anche di peggio. Disegno di legge 2455.
http://diario_estemporaneo.ilcannocchiale.it/2009/06/28/diritto_alla_memoria.html
[...] 24 giugno 2009 – Parentopoli aereonautiche Il blog di Antonino Monteleone Ritorno a segnalarvi un post dedicato alla questione dei licenziamenti tra le società che si occupano dei servizi di terra all’aeroporto di Reggio. Questa volta cambiamo punto di vista perchè Antonino ci parla dell’aspetto politico della vicenda. Si tira in ballo il presidente del Consiglio Comunale, Chizzoniti, che ha fatto dichiarazioni sconvenienti su presunte parentopoli interne tra dipenendenti confermati e la UIL. sembra che il politico in questione non si comporti con tutti con lo stesso metro anche perchè bisogna precisare che non si tratta di licenziamenti ma di scadenze di contratti di lavoro a tempo determinato che scadono periodicamente a tutti i lavoratori dell’aeroporto e che vengono rinnovati alternativamente tra i vari dipendenti. Dimenticavo, le condizioni economiche di questi contratti sono ridicole quanto le condizioni di lavoro. [...]