C’erano cascati

Posted by Antonino Monteleone On agosto - 23 - 2009

Dovevano effettuare controlli di ordine pubblico nei pressi di una nota discoteca del litorale a Nord di Reggio Calabria e si sono dovuti mettere alla ricerca di uno dei caschi in dotazione.

E’ successo a due agenti di Polizia di pattuglia con le motociclette, una volante “Nibbio”, che scendendo dalla moto avevano lasciato il casco appoggiato sugli specchietti. Qualche stronzetto (le loro madri sono sempre incinte) di quelli che frequentano i locali, imbevuti nella cultura prevalente di “odio gli sbirri”, ha fatto sparire un casco probabilmente facendolo finire sotto qualche autovettura parcheggiata.

Una violazione del regolamento, prima che una colpevole disattenzione, ha costretto i due poliziotti a darsi un gran daffare in una triste, quanto comica, caccia al tesoro.

Con tecniche ai limiti delle loro prerogative: molte auto venivano fermate e semplicemente veniva chiesto loro di aprire il cofano. Richiesta che non era preceduta da alcun controllo dei documenti né dalla comunicazione della necessità di una “ispezione” con relativo verbale.

Avrebbero dovuto motivarla documentando la cattiva figura.

Il casco, infatti, per gli agenti di Polizia in moto è parte integrante della divisa al pari del berretto. E’ obbligatorio indossare quest’ultimo fuori dalle autovetture di servizio tanto quanto è obbligatorio non levare il casco.

Chissà se, e dopo quanto, le ricerche sono terminate.

Un brutto scherzo, per chi volesse fraintendere sto dalla parte della Polizia e voglio solo scrivere un post “leggero”, al quale – senza dubbio – ci sono “cascati”.

am

p.s.: A parte le “minchiate” la Polizia, in questa maledetta Città, si fa un mazzo così. A parte la cattura dei latitanti, di cui leggete anche su questo spazio, non mancano le altre attività. Leggere per credere.

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2 Responses to “C’erano cascati”

  1. Davide scrive:

    Si può stare dalla parte della polizia, ma prendere le distanze dal comportamento dei poliziotti: ispezioni non motivate ledono la libertà personale del cittadino.
    Si dovrebbe poter fare qualcosa contro chi ha provocato l’interruzione di pubblico servizio, commesso oltraggio a pubblico ufficiale e, tanto per non dimenticare, ha commesso un furto.
    La polizia va difesa, perché è un corpo che tutela la sicurezza dei cittadini, ma non cadiamo in generalismi pericolosi, in cui i poliziotti, in quanto tali, siano da difendere a prescindere…

    [giusto per inciso, se ben ricordo l'oltraggio a pubblico ufficiale è stato depenalizzato, cosa che ritengo più che sbagliata!]

  2. Mario scrive:

    Tranquillo davide, da qualche mese è stato reintrodotto l’oltraggio a pubblico ufficiale con pene fino a 3 anni se non sbaglio. Le garanzie e i diritti sono importanti per i cittadini onesti ma non devono essere scudo per i criminali.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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