Posted by Antonino Monteleone On settembre - 20 - 2009
In questi giorni che mi hanno tenuto lontano dal blog non sono mica rimasto con le mani in mano!?
Per chi non lo avesse saputo sono stato a Vasto, in Provincia di Chieti, al 4′ incontro Nazionale dell’Italia dei Valori.
Oltre a stare in mezzo ad un discreto numero di politici senza che mi venisse una crisi di orticaria, ho prestato la mia modestissima opera di moderatore/conduttore di tre delle 6 Web Chat Live in diretta da Palazzo D’Avalos, sede principale dell’evento politico.
Alternandomi con Daniele Martinelli ho avuto l’opportunità di approfondire i temi dell’energia, dell’ambiente, della Giustizia e della sanità.
Italia dei Valori è l’unico partito che ha realizzato un evento partecipativo che consentisse agli utenti del web, in diretta e senza filtri, di sottoporre a ciascun ospite le proprie domande.
Nei link successivi potrete rivedere le registrazioni.
1) “Nucleare? No, grazie!” con Carlo Costantini e Giuseppe Vatinno
2)“Assalto alla Magistratura” con Luigi de Magistris e Daniele Martinelli
3) “La sanità malata” con Felice Belisario e Giuseppe Astore
E, se volete, postate un vostro commento.
antonino monteleone
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Posted by Antonino Monteleone On settembre - 15 - 2009
di Antonino Monteleone
per ANTEFATTO – il blog de Il Fatto Quotidiano
Ma quale “povera Italia”.
Silvio Berlusconi attacca ingiustamente la (sua) stampa senza accorgersi che, invece, questa ha il merito di cercare le notizie, scavare (a fondo) e scovare lati oscuri e contraddizioni dei personaggi pubblici. Esiste un giornalismo d’assalto, in Italia, di cui nemmeno Berlusconi si era accorto.
Eppure ce l’ha a libro paga.
La notizia del giorno, che nessuno, forse per decenza, ha avuto la faccia di firmare, appare oggi sul sito del “Giornale” di Silvio Berlusconi (il Premier più volte ha dimostrato di esserne il vero dominus a dispetto della proprietà intestata alla Finanziaria del fratello Paolo) e diretto da Vittorio Feltri.
E’ ovvio che se qualcuno gli dovesse chiedere spiegazioni lui dirà di non sapere. nulla e, magari, di non sentire Feltri da mesi.
E cosa è successo di così “scottante” da dover essere raccontato?
Succede che un gruppo di ragazzi dei Meetup di Beppe Grillo, i “Grilli del Pigneto” abbia organizzato una festa, e non un festino, a Lido di Maccarese, vicino Roma, invitando l’uomo, Luigi de Magistris, e la donna, Sonia Alfano, più votati alle ultime elezioni al parlamento europeo.
Una tornata elettorale che ha visto due stimatissime persone raggiungere uno straordinario risultato grazie alla loro specchiata moralità e alle loro capacità oggi al servizio dei cittadini italiani ed europei. Un risultato raggiunto anche grazie al sostegno della rete. Dove l’informazione, non manipolata e non “inFeltrita”, circola liberamente e senza le incrostazioni del “sistema”.
Quegli splendidi ragazzi, per organizzare questa festa, si sono autotassati per coprire tutte le spese organizzative e tenevano molto alla presenza degli importanti ospiti che non si sono fatti pregare.
In trenta righe di falso scoop, però, Il Giornale racconta almeno 5 bugìe infarcendo l’articolo di allusioni e parallelismi quantomeno azzardati, per non dire tristemente comici.
“Ma allora le feste non le fa solo il premier? – si domanda Il Giornale – No, anche l’opposizione balla e canta il karaoke, anche l’opposizione più feroce, quella dei Di Pietro boys and girls, alias grillini prestati al dipietrismo.”
Lo scopo è difendere Berlusconi e le sue arcinote debolezze.
Nessuno potrebbe scandalizzarsi per una festa dove Berlusconi figurava tra gli invitati, a parte il compleanno di una diciottenne che lo “chiamava Papi” e sulla cui conoscenza il premier ha raccontato bugìe a raffica.
L’opinione pubblica è scossa per i “festini” di Silvio Berlusconi. Cosa ben diversa.
Sempre “Il Giornale”, che vanta tra le sue file ottimi “informatori”, racconta di un trenino a cui avrebbe preso parte, oltre a Sonia Alfano e Luigi de Magistris anche Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino.
Falso.
Salvatore Borsellino al “Paradise Village” non c’è mai stato. E’ semplicemente intervenuto telefonicamente come Beppe Grillo per salutare i ragazzi e dare conforto del loro impegno in tante battaglie che ci li vedono quotidianamente protagonisti.
Quelle per la libera informazione, contro leggi anti-democratiche, a sostegno dei magistrati onesti che in questo paese sono tanti e circondati da ostacoli.
Sottolinea la presenza di “belle ragazze”, Il Giornale, domandandosi ancora una volta se “le feste e le danze non si fanno solo nella maggioranza” dimenticando di raccontare un particolare che non è sfuggito agli ospiti né al servizio di sicurezza.
Sul finire della serata e non alle 6 del mattino come scritto, scesa da un’automobile scura e con autista, compariva tra gli invitati una ragazza molto “allegra” che si è dilettata nel farsi scattare foto.
Una giovane e bella ragazza estremamente spigliata, che sfortunatamente nessuno conosceva e nessuno aveva invitato voleva a tutti i costi essere immortalata, in pose anche poco ortodosse, al fianco degli invitati più in vista.
Lei si è allontanata, forse delusa di non aver completato la missione che le era stata assegnata.
“Il Giornale” si accontenta con le solite, grottesche, mistificazioni.
A differenza delle feste di Noemi, l’unico “minorenne” in quella festa era il figlio tredicenne di Gioacchino Genchi, Walter.
Le due uniche verità del Giornale, a conti fatti, sono rappresentate dalla presenza, sì, di belle ragazze e che, come tutti, avevano pagato 15 euro per partecipare.
Altra cosa, rispetto alle ragazze pagate per partecipare alle feste ed i festini del premier.
Particolare da non sottovalutare, inoltre, a Lido di Maccarese non ci sono state eruzioni del finto vulcano, né finte erezioni.Mancava pure il lettone di Putin.
Il trenino è vero. E’ stato fatto in onore ad un giovane ragazzo costretto sulla sedia a rotelle.
Se solo gli spioni de “Il Giornale” avessero riportato l’intervento di Sonia per festeggiare il compleanno di Roberto Monaco ed il saluto ad un altro giovane disabile, forse ci sarebbe stata anche l’occasione per commuoversi.
Ma questa è solo la “verità” e come tale no può appartenere agli scoop de “Il Giornale”.
Questi sono i sentimenti della gioia, dell’amicizia e della solidarietà sincerca della gente per bene, che di certo non può capire ed apprezzare chi vive solo di mistificazioni, di falsità e di ipocrisia.
La festa organizzata dai “Grilli del Pigneto” era stata intitolata “Onorevoli on the beach”.
Qualcuno, rifacendosi a Villa Certosa o Palazzo Grazioli, ne aveva travisato il titolo. No. Non era “Onorevoli on the bitch”.
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Posted by Antonino Monteleone On settembre - 13 - 2009
di Antonino Monteleone per www.strill.it
Una latitanza durata 8 anni finita dal chirurgo estetico. Era a torso nudo, Carmelo Barbaro classe ‘48, mentre i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria facevano irruzione in uno studio medico di Via Santa Caterina, all’incrocio tra il Ponte della Libertà e l’argine destro del Torrente Annunziata, dove si era recato per farsi rimuovere dei tatuaggi che aveva sul petto.
Da oltre un anno gli uomini del Colonnello Leonardo Alestra seguivano gli spostamenti di persone ritenute vicine al killer della costa De Stefano – Tegano, ricercato dal 2001 perché sottrattosi all’esecuzione di una pena definitiva a 22 anni di reclusione per omicidio e associazione mafiosa; finché nella mattina di sabato la certezza di averlo intercettato e poterlo catturare.
Nel tardo pomeriggio, a bordo di un’autovettura con le insegne di una scuola guida (Regina Venus che si trova distante qualche centinaio di metri dallo studio medico ndr) Carmelo Barbaro raggiunge il dottor Francesco Pisano (61) accompagnato dai coniugi Agostino Ceriolo (65) e Anna Pellicone (58).
Francesco Pisano, 61 anni, una vita di studi in medicina, dalla specializzazione in ortognatodonzia a quella in medicina estetica, sapeva bene chi fosse il suo cliente. “Carmelo Barbaro” era scritto sulla cartella clinica che al momento dell’irruzione dei Carabinieri l’infermiera Maria Assunta Condello (40), ha tentato, invano, di occultare.
Sul sito ufficiale dello studio medico “Pisano” di Cittanova (www.studiopisanoweb.com), con una sede a Reggio di recente apertura, campeggia la foto del dottor Francesco che reclamizza le nuove tecniche laser per ringiovanire tessuti ed eliminare cicatrici. Non c’era scritto da nessuna parte, però, che le prestazioni fossero rivolte anche ai latitanti.
Inserito nell’elenco speciale dei trenta latitanti più pericolosi, alla vista dei militari non ha opposto resistenza, ma ha accusato un malore. Per questo è stato trasportato in ospedale dove i medici hanno assicurato che non si trattava di niente di grave. Dunque il trasporto presso la casa circondariale dove ha trascorso la notte in attesa di trasferimento in altra struttura dove, ultimato il disbrigo delle pratiche necessarie, sarà sottoposto al regime detentivo del 41 bis.
Un bilancio complessivo di cinque arresti ed un ampio scenario costituito dell’ampia rete di sostegno alla sua latitanza che Carmelo Barbaro aveva messo in piedi e su cui continueranno gli approfondimenti investigativi.
Chi era Carmelo Barbaro
Al termine del processo Olimpia la condanna a 22 anni di reclusione inflittagli dalla Corte di Appello di Reggio Calabria presieduta da Armando Calogero Lanza Volpe, confermata in cassazione, per la sua responsabilità diretta e indiretta in diversi omicidi tra il 1984 ed il 1993.
Un elemento determinante nei rapporti di forza tra i principali cartelli della mafia reggina a cavallo tra le due guerre di mafia. Vicinissimo al boss Orazio De Stefano, con lui progettò, tra gli altri, l’omicidio di Francesco Domenico Condello, inserito nella logica delle ritorsioni contro i rivali Imerti – Condello che avevano ucciso il boss Paolo De Stefano e che aprì – di fatto – la seconda guerra di mafia.
Era un capo-decina della Cosca De Stefano che secondo la testimonianza di diversi pentiti “disponeva di una squadra di killer” ai suoi ordini.
Oltre agli omicidi direttamente connessi al mondo criminale, Barbaro aveva avuto un ruolo anche nelle strategie militari per il condizionamento della vita politica cittadina.
Fu così anche per l’omicidio di don Pasqualino Modafferi che secondo il pentito Lauro “in assenza di Pasquale Condello vagliava tutte le decisioni di rilievo della cosca”.
Nel verbale del 5 dicembre 1992 Lauro racconta che “Pasquale Modafferi oltre ad essere democristiano e massone, era molto vicino a Pasquale Condello del quale se non erro era stato compare di anello. L’eliminazione di Pasquale Modafferi fu un duro colpo per la nostra organizzazione dal momento che era lui che in prima persona manteneva i rapporti con gli uomini politici a noi vicini ed in particolare a Piero Battaglia“.
Gli scenari
Mentre il cartello degli Imerti – Condello, con la cattura del super latitante Pasquale Condello del febbraio 2008, subisce colpi pesanti anche sotto il profilo del regime patrimoniale diretto o facente capo a prestanome, le attività hanno messo in ginocchio anche il cartello contrapposto dei De Stefano – Tegano. Gli arresti in sequenza di Giuseppe De Stefano, Paolo Rosario De Stefano e, ieri, di Carmelo Barbaro, fanno terra bruciata attorno a personaggi spietati già inseriti in un contesto di fatto di equilbri messi costantemente in discussione.
Ancora una volta il legame con il territorio è fatale per i boss in fuga, ma al tempo stesso necessario per creare relazioni e stringere rapporti che possano agevolare il controllo delle attività illecite e il reinvestimento dei capitali maturati.
Mancano all’appello due latitanti, Domenico Condello e Giovanni Tegano. Non è escluso che a breve anche queste fughe giungano a conclusione.
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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze
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