Su “La Stampa” di oggi Fabio Martini, gira l’Italia e visita le regioni, amministrate dal PD, investite da guai giudiziari o scandali (vedi Lazio) a sfondo sessuale.
Tra queste regioni Calabria, Puglia e Campania, fanno una storia a sé rispetto a Lazio e Liguria. Se nelle ultime due accordi ed alleanze saranno un po’ più chiari, in particolare la collocazione dell’Udc, in quelle meridionali se ne vedranno di tutti i colori.
Perfurby Casini sa che in Calabria non gli conviene né correre da solo né seguire Loiero. Lorenzo Cesa gli avrà sicuramente fatto notare che gli “amici”, col grembiule o senza, punteranno su un altro cavallo. Loiero ha fatto il furbastro e la connivenza del PD Calabrese (dove le leve di comando sono ancora in mano a tutti quei simpaticoni coinvolti nelle inchieste che hanno svelato il “sistema” calabro-lucano) nel non trovare un nome alternativo o aderire alla proposta di Italia dei Valori, che porta il nome – ancora presentabile – di Pippo Callipo, potrebbe consegnare la regione al centro-destra.
Calabresi per sempre costretti a rincorrere un meno peggio.
La Stampa ricorda le parole di Agazio Loiero: «Se venissi rinviato a giudizio nell’inchiesta Why Not non mi ripresenterei alle elezioni regionali».
Era l’1 novembre scorso. Un gioco di prestigio. Illusionismo. Come David Copperfield.
Semplicemente perché l’eventualità di un rinvio a giudizio è impossibile!
Per quale motivo?
Perché nell’udienza davanti al GUP di Catanzaro il 27 ottobre scorso Agazio Loiero, l’ex Governatore Giuseppe Chiaravalloti ed Antonino Saladino (il deus ex machina del lavoro interinale che – secondo l’accusa – avrebbe anche favorito Loiero alle scorse regionali anche economicamente con l’imprenditore Antonino Gatto) hanno presentato una richiesta di giudizio con il rito abbreviato.
Richiesta accolta proprio nella giornata di ieri.
Abigail Mellace, Giudice dell’udienza preliminare, ha dunque fissato per il 15 gennaio la prossima udienza per Loiero ed altri 13 imputati.
Dunque non ci sarà rinvio a giudizio perché ha già chiesto di essere giudicato beneficiando, in caso di condanna, del beneficio della riduzione di un terzo della pena.
Altro che giudizio o condanna. Ad irritare di più sono le balle.
antonino monteleone
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