Dico vado, invece resto

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 5 - 2009

“La valutazione sulla deriva populista assunta nell’ultimo periodo dal partito rispetto ai valori che erano alla base dell’adesione a Italia dei Valori mi risulta essere comune a molti parlamentari. Lo sbocco da dare a questa valutazione non è però ancora definito, almeno per quello che mi riguarda. Pertanto ogni altra interpretazione diffusa oggi dalla stampa non corrisponde al mio pensiero.”

Aurelio Misiti

Il frutto di un errore di Antonio Di Pietro in Calabria, che si chiama Aurelio Misiti, è in preda ad una grave crisi d’identità. Non è l’unico, ricordo – ad esempio – un certo Pino Arlacchi, il quale però rientra subito nei ranghi.

Misiti, ex assessore della Giunta Chiaravalloti (quello che a De Magistris “lo dobbiamo ammazzare (…) con le cause civili (…) e ne affidiamo la gestione alla camorra napoletana“) ora che ha capito che Italia dei Valori sta cambiando direzione, una direzione che non prevede più la sua presenza, si dimena – da diverse settimane – nell’affermare che Italia dei Valori è un partito di cattivi. Mentre lui è un buono.

Che Loiero va sostenuto. Che De Magistris non sa di che parla quando accenna ai disastri ambientali della Calabria provocati anche da una Giunta di cui lui ha fatto parte. Che Callipo non lo rappresenta.

Poi rileggo le relazioni tecniche sulla strage di Ustica e tutto torna più chiaro.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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