Davanti al Gup di Milano, Mariolina Panasiti, si celebra l’udienza preliminare relativa allo scandalo dei dossier illegati di Telecom Italia.
La cosidetta “security” di Telecom Italia, una struttura che assorbiva 50 milioni di euro l’anno di budget, guidata da Giuliano Tavaroli dossierava politici, giornalisti, concorrenti. Chiunque fosse un “pericolo” da disinnescare per l’azienda, veniva fatto a fettine dall’apparato di “spionaggio” che si avvaleva anche del supporto di Marco Mancini. Un alto funzionario del Sismi sotto la guida di Niccolò Pollari.
C’era poi Fabio Ghioni, capo del “Tiger Team”. Una pattuglia di hacker in grado di sferrare attacchi informatici o realizzare incursioni strategiche su banche dati, server farm o – se necessario – anche singoli sistemi partendo da un grande vantaggio. Operare su una linea telefonica di cui è proprietari. Non c’è firewall che tenga.
Emanuele Cipriani, invece, con la sua “Polis d’Istinto”, realizzava i “dossier celesti” emettendo una regolare fattura che veniva liquidata dal Telecom Italia attraverso l’enorme budget destinato alla “security”.
Queste persone, ai magistrati – nel corso delle indagini e in dibattimento – ha spiegato di avere avuto rapporti col Top Manager. Che risponde al nome di Marco Tronchetti Provera. Numero uno di Telecom fino a due anni fa.
Tavaroli, Cipriani e Ghioni sono finiti dentro e adesso hanno patteggiato. Ma, lui, Tronchetti, nell’indagine non c’è mai finito.
Dice di non conoscere né Cipriani né Ghioni. E con Tavaroli si sarebbe visto solo “55 volte in 4 anni”. La struttura, che assorbiva 100 miliardi ogni anno, secondo Tronchetti era “autoreferenziale”. “Rispondeva a sé stessa”.
E uno dovrebbe credergli.
Oggi, forse, avrebbe preferito essere un indagato. Perché ascoltato in qualità di testimone ha l’obbligo di “dire tutta la verità” e “non nascondere nulla” di quanto a sua conoscenza.
Ho provato a fargli qualche domanda. Ho realizzato un video che vedrete molto presto in cui gli ho anche chiesto conto della sua gestione di una società quotata in Borsa che ha preso con le azioni a 12 euro e l’ha lasciata che valevano 1 euro e mezzo. Soldi anche dei piccoli azionisti.
Ecco un’anticipazione.
DOSSIER ILLEGALI:TRONCHETTI, HO SEMPRE RISPOSTO A TUTTO (ANSA) – MILANO, 9 MAR – ”Io ho sempre risposto a tutto: e’ scortese rispondere a lei e non al giudice. Sarebbe un grave errore se parlassi fuori, rispondero’ nelle sedi istituzionali”. Lo ha detto Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, rispondendo alle domande di un giornalista che lo incalzava sulla questione dei dossier illegali e della sua gestione in Telecom Italia, poco prima del suo ingresso nell’aula del Tribunale di Milano per rendere una testimonianza assistita nell’udienza preliminare sulla vicenda. Prima di entrare,Tronchetti ha ricordato di essere ”qui come testimone”. Al giornalista che con insistenza chiedeva conto dei presunti illeciti commessi dalla ‘security’ di Telecom e Pirelli sotto la sua gestione, Tronchettiha risposto senza scomporsi: ”Ha letto i verbali? Li’ ha tutte le risposte, anche quelle dei magistrati che hanno fatto quattro anni di indagini e non quattro minuti di chiacchiere in corridoio”. (ANSA). ALG-BRU 09-MAR-10 16:28 NNN
DOSSIER ILLEGALI: TRONCHETTI, HO SEMPRE RISPOSTO A TUTTO (2) (ANSA) – MILANO, 9 MAR – Un giovane giornalista free lance, sotto lo sguardo fisso della telecamera, ha incalzato Tronchetti Provera chiedendogli dei suoi rapporti con il capo del Tiger Team, Fabio Ghioni, e con l’ex capo della security di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, di come potesse non sapere del dossieraggio illegale e del perche’ fossero state spiate moltissime persone, tra cui il giornalista del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti, e perfino Beppe Grillo, e per finire del declino del titolo in Borsa, durante la sua gestione. ”Perche’ non risponde, perche’ non ci dice la verita?”, ha chiesto il giornalista. ”Dire la verita’ e’ qualcosa che non mi deve insegnare lei”, ha replicato il presidente di Pirelli. La verita’ – ha proseguito – e’ qualcosa che deve dire lei e devo dire io. Sempre”. In precedenza, il presidente di Pirelli aveva gia’ sottolineato di aver ”sempre risposto a tutto” e che ”sarebbe scortese”, parlare prima di avere reso testimonianza ”nelle sedi istituzionali” proprie. ”Queste sono le regole – ha concluso Tronchetti – e io le rispetto”. (ANSA). ALG/LP 09-MAR-10 17:11 NNN
Che dite? Non gli sto già simpatico??
antonino monteleone
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