Sul perché un’anziano di 71 anni che può vantare diverse decine di omicidi, a capo di una vasta struttura criminale, dispensatore di lavoro, sicurezza e giustizia, venga chiamato “uomo di pace”, bisogna discutere con serietà analizzando quali scenari la cattura di questo latitante aprirà a Reggio Calabria.
Non era un’affermazione detta a caso ed il riferimento va chiaramente in quella direzione.
Non c’è più Pasquale Condello, non c’è più Giuseppe De Stefano. Nemmeno Carmelo Barbaro è più in circolazione. Fuori rimangono parenti e sgarristi che a vario titolo scalpitano per ritagliarsi uno spazio o consolidare una posizione già acquisita.
Le società miste che si occupano di rifiuti e manutenzione non sono in mano alla ‘ndrangheta. Sono alla fase successiva.
Le dirigono imprenditori legati a doppio filo con politici corrotti e uomini d’onore.
Il mattone in generale, la costruzione di villette a schiera, palazzine e centri commerciali è in mano a questa zona grigia che controlla tutto.
E non vive in un casolare diroccato della periferia pre montana.
E’ iscritta ai Rotary Club. Frequenta circoli esclusivi. Appartiene alle logge massoniche.
Finiti i latitanti da catturare il vero coraggio di Istituzioni (magistratura, forze dell’ordine, governo) si misurerà con questo confronto.
antonino monteleone



