Nuovi acquisti

Posted by Antonino Monteleone On maggio - 16 - 2010

Prima della definitiva decadenza di Giuseppe Scopelliti, nuovo governatore della Calabria, dalla carica di Sindaco di Reggio Calabria sono avvenuti cambi di postazione all’interno della Giunta Comunale e nuovi innesti, per via della surroga, all’interno del consiglio comunale.

Chi diventa assessore, infatti, è obbligato a dimettersi dalla carica di consigliere comunale.

Così a Giuseppe Plutino, Paolo Anghelone e Dominque Suraci – divenuti assessori – sono subentrati Paolo Arillotta (Udc), Vincenzo Polimeni (Alleanza per Scopelliti) e un certo Gaetano Tomasello della lista “Area dello Stretto” guidata dall’ex assessore alle attività produttive, Candeloro Imbalzano diventato consigliere regionale.

Gaetano Tomasello, assieme a quella che dovrebbe essere compagna o moglie, Brunella Latella ha di recente acquisito il controllo – tramite cessione da parte del proprietario storico Pasquale Macheda – del notissimo caffé del centro storico “Cordon Bleu”.

Brunella Latella, al vertice della catena di supermercati “Doc Market”, nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile di Reggio Calabria contro la cosca di ‘ndrangheta dei Labate, egemone nella zona sud della Città, viene considerata vittima di un tentativo di estorsione (al momento solo presunto) da parte di quel Nino Remo, già vicepresidente della Reggina Calcio, che con i Labate ha instaurato una parentela sposando una delle sorelle del boss Pietro Labate, che le avrebbe venduto uno degli esercizi commerciali ad un prezzo maggiorato rispetto alle quotazioni di mercato proprio attraverso un’intimidazione di tipo mafioso.

Remo, giudicato col rito abbreviato, è stato assolto da ogni accusa in primo grado.

Quindi, al momento, l’ipotesi accusatoria – volendo essere garantisti – non ha retto. Vedremo come andrà a finire l’appello.

Il Cordon Bleu è famoso per il suo dehor sul Corso Garibaldi che, nel 2004, fu incendiato. Ma già nel 2001 furono sparati sei colpi di 7.65 contro la saracinesca dello stesso locale. E nel Natale del 1992 un incendio aveva distrutto il ristorante – che porta lo stesso nome del bar – Saline Joniche.

Poi nel 2006, quando la magistratura mise i sigilli ad una discreta fetta di patrimonio riconducibile alla cosca De Stefano, si scoprì – erano ancora in pochi a non saperlo! – che i locali che ospitavano il bar appartenevano alla S.A.R. srl.

Insomma i “F.lli Macheda” proprietari del Cordon Bleu erano in affitto dai De Stefano e fu proprio Pasquale Macheda, interpellato da Lucio Musolino per CalabriaOra a confermare di “essere in buoni rapporti” con i De Stefano nel senso di non avere mai avuto “da ridire”.

Ogni tanto gli incendiavano il gazebo. Ma faceva parte delle “cose che succedono”.

Ora Macheda, il commendatore Macheda, con l’avanzare dell’età decide di farsi da parte. E cede alla signora Brunella Latella al vertice di una catena di supermercati e presunta vittima di un estorsione.

Il fatto curioso è che proprio lei, con il marito, che oggi esercita il mandato popolare occupando una poltrona a Palazzo San Giorgio, rimase coinvolta in una storia di estorsioni ai clienti dei proprio supermercati.

Era il 1993 ed entrambi venivano arrestati dalla Squadra Mobile ed accusati di avere estorto denaro ad alcuni clienti con la minaccia di denunciarli per furti che non avevano commesso proprio all’interno dei loro supermercati.

Il Gip Andrea Esposito aveva accolto le richieste dell’allora sostituto procuratore Santi Cutroneo e tratto in arresto Brunella Latella, Gaetano Tomasello – nel mese di ottobre del 1993 – e, nell’ambito della stessa indagine, anche V.M., M.R.L., A.L. e A.M.T.

Alla fine tutti condannati? Tutti assolti? Un dato certo non c’è quindi assicuriamoci di dire che sono stati tutti quanti assolti con formula piena.

E che la storia avrebbe avuto scarso interesse se non riguardasse, nel caso di specie, anche un personaggio che oggi ricopre un incarico pubblico.

Meglio di un 3×2.

Un ottimo acquisto.

am

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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