S-barco in Calabria

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 23 - 2010

Talpe, pizzini, gerarchie mafiose, bisbigli, e soldi. Montagne di soli. La ricchezza accumulata dai clan. Il potere esercitato in Calabria e in Lombardia. Chi comanda a Reggio e Milano oggi. Come votano le ‘ndrine. Come penetrano i salotti.

C’è tutto questo e molto altro in un progetto editoriale che mi vede protagonista e del quale vado orgoglioso.

La rivista in Sicilia, a Palermo, è conosciuta per la sua autorevolezza e sfrontatezza. La mafia come non la racconta nessuno. La cronca nuda e cruda. Verbali, intercettazioni, ma, ancor di più, l’analisi delle più importanti inchieste. E brillanti articoli che, spesso, anticipano quello che poi si rivelerà prova giudiziaria.

Questo è S a Palermo.

La copertina che vedete, invece, è S che sarà, da domani, nelle migliori edicole calabresi e di Milano.

Sono contento perché stiamo avviando un percorso per offrire a questo territorio che vive in una cappa di disinformazione un nuovo strumento per conoscere fatti che non pssono sempre leggersi altrove. In parte perché c’è chi vuole gente “narcotizzata” e in parte perché l’informazione quotidiana comprima spazi di analisi ed approfondimento che un mensile, invece, offre con prepotenza.

Sono contento, ancora di più, per avere potuto condividere anche questa esperienza, l’inizio di quella che sarà una bella avventura, con un collega a cui sono legato da una profonda stima e amicizia. Claudio Cordova.

Senza nulla togliere a colleghi brillanti come Claudio Reale, Andrea Cottone e Davide Milosa.

Vi lascio al comunicato ufficiale dandovi appuntamento domani nelle edicole cittadine.

***

I pizzini, i verbali, gli affari e le intercettazioni sulla “Cupola calabrese” colpita al cuore dalle maxiretate di luglio che hanno portato in cella 350 affiliati alla ‘ndrangheta

che avevano fatto di Milano il quartier generale da cui gestire gli affari dei boss. Questi i contenuti con cui il news-magazine S, del gruppo Novantacento, di Palermo, sbarca nelle edicole oltre lo Stretto con un’edizione calabrese interamente dedicata all’organizzazione criminale che si è dotata di una gerarchia simile a Cosa Nostra.

«In 116 pagine full-color – riporta un comunicato – il mensile diretto da Francesco Foresta, ricostruisce punto per punto le fasi delle indagini e i capi di imputazione che coinvolgono l’esercito di 350 uomini agli ordini del super-boss Condello: dagli appalti in Calabria e Lombardia alle relazioni con uomini delle istituzioni, passando per le lettere del boss ai familiari, i retroscena del delitto dell’assicuratore Filianoti e i rapporti tra colletti bianchi e le ‘ndrine.

E poi le estorsioni imposte a tutta Reggio Calabria, il nuovo organigramma delle ‘ndrine, le lupare bianche e gli occhi dell’organizzazione criminale calabrese sull’affare del decennio, l’Expo che si terrà a Milano nel 2015». «È un numero speciale – prosegue la nota – che passa ai raggi X gli affari della ‘ndrangheta a livello nazionale, che raccoglie in un unico volume le fasi delle inchieste ‘Metà e ‘Criminè e che spiega gli equilibri di potere a Reggio Calabria e i collegamenti tra le cosche e gli ambienti politici calabresi».

A firmare gli articoli, oltre a Davide Milosa, Andrea Cottone e Claudio Reale, due cronisti cresciuti alla scuola di strill.it: Claudio Cordova e Antonino Monteleone. (due nostre conoscenze :-) )

S – Calabria sarà in tutte le edicole calabresi, e nelle principali rivendite di Milano a partire da sabato 24 luglio a 3 euro.

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One Response to “S-barco in Calabria”

  1. francesco caroselli scrive:

    Buona ssera
    ti apprezzo tantissimo per il coraggio che hai.
    Sono molto interessato all’acquisto (ne vorrei compraare almeno 10 copie da regalare agli amici e ai parenti piu “attivi”) di S.
    Sono di Cosenza e nonstante l’impegno (ho girato tutte le edicole!) non riesco a procurarmelo.
    Mi puoi dare una dritta?
    Fare girare queste informazioni è la chiave per fottere questi quaquaraqua.

    La mafia (e la ndrangheta) è una montagna di Merda!

    Francesco Caroselli

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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