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O mia bella madu’ndrina

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 30 - 2010

Per rimanere così a lungo lontano dal blog dovevo cercarmi una buona scusa. Un libro mi pare accettabile, no?

Fare l’inviato per un programma in onda su una Tv nazionale è una delle esperienze più entusiasmanti della mia carriera giornalistica. Ad Exit, per La7, ho incontrato colleghi straordinari; autori brillanti ed una conduttrice come non te l’aspetti. Umile, disponibile e pronta ad ascoltare.

Gli impegni, tanti, mi hanno lasciato il solo spazio per non dimenticarmi di seguire tutte, e dico tutte, le ultime vicende che riguardano la Calabria.

Hanno arrestato gli autori della mia intimidazione; gli investigatori, a Reggio, stanno ricomponendo il puzzle della strategia della tensione contro le istituzioni. I movimenti antimafia stanno crescendo e questa è una buona notizia.

Avrei voluto commentare decine di eventi. Invece ho dedicato ogni secondo di queste ultime settimane alla scrittura della mia “opera prima”.

Due anni fa ho conosciuto un cronista. Fine analista politico ed attento osservatore. Politicamente, forse, stiamo agli antipodi. Ma sulla complessa materia che abbiamo trattato abbiamo avuto piena sintonia.

Felice Manti ha avuto, come primo merito, quello di avere la pazienza di sopportare la mia pigrizia cronica e la mia incostanza che fa di me una persona a volte poco affidabile. Ma ci ho messo, in tutte le pagine scritte, la stessa passione e lo stesso entusiasmo che chi segue questo blog conosce sicuramente.

Non volevamo che questo libro fosse l’ennesima ribattuta di una letterattura giudiziaria che si trova con certa facilità in libreria. Abbiamo scritto un racconto. Un viaggio da Sud a Nord e ritorno. Spiegando quando e come la ‘ndrangheta si è impadronita del nord. Ma il perché lo abbiamo cercato a Reggio.

Aliberti Editore ha deciso di raccogliere i miei deliri letterari e per questo suo coraggio devo ringraziarlo.

A Reggio Calabria la ‘ndrangheta vive il suo presente e disegna un futuro che, a dispetto di chi ancora se la mena con “Osso Mastrosso e Carcagnosso”, non conosce più riti né padrini. Né onore e né rispetto. Contano i soldi. L’unica referenza che da sola basta ad assicurare un posto di primo piano nella società delle persone “perbene”.

Raccontiamo l’area grigia fatta di politici, faccendieri, servizi segreti, funzionari pubblici, sbirri e magistrati collusi. E lo facciamo per il profondo rispetto che invece nutriamo nei confronti dei loro omologhi che, tutti i giorni, onorano la divisa, la toga, le funzioni loro assegnate nel rispetto delle leggi e della costituzione.

Abbiamo letto le carte ed abbiamo capito che, talvolta, sono contraddittorie. Altre volte sono interpretate male. Per andare oltre abbiamo raccontato quello che abbiamo visto coi nostri occhi, a Reggio come a Milano, e che “nelle carte” non ci è ancora finito, sperando che qualcuno se ne accorga.

Poi abbiamo deciso di guardare in faccia i protagonisti di questa lotta. Di questa guerra dove più d’uno gioca sporco.

E’ stata dura tenere da parte alcune storie che riteniamo importanti, ma vorremmo che, quel poco che raccontiamo, sia compreso nella sua interezza.

A scandire i capitoli del racconto le strofe di un brano rap, scritto da un autore calabrese. Si chiama Turi aka Calabro9. E’ forse la più alta espressione dell’hip hop in terra bruzia. E la sua “Capeesh” dall’album “Lealtà e rispetto” per certi versi è geniale. Oltre che perfetta per questo libro.

Ci sono in programma diverse presentazioni in tutta Italia.

Per adesso vi comunico la data della conferenza stampa ufficiale.

Giovedì 9 dicembre 2010 ore 11:00 – Circolo della Stampa
- Corso Venezia, 16 – Milano (MI)

a presto

antonino monteleone

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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