Il mio Afghanistan, su La7

Posted by Antonino Monteleone On maggio - 3 - 2011


 

Rieccoci cari amici. “E ti ripresenti con questa faccia di c**o?” Ehi, che accoglienza!

Sono ritornato, almeno in apparenza. Sono lontano da questo spazio da ormai troppe settimane ed è ora di trovare una buona scusa e riprendere a ritmo serrato visto che di cose ne sono successe e, visto il prevedibile esito delle elezioni che si consumeranno a giorni, tutto ciò che vi avrà fatto schifo fino ad oggi lo rimpiagerete. Credetemi.

Il blog ha avuto qualche problemino, di natura esclusivamente tecnica. E’ stato, come dicono gli esperti, “down” (giù) per qualche giorno. Ma adesso, forse, abbiamo risolto. Anche se l’aspetto, andrebbe ulteriormente migliorato (il mio amico Marco si metta una mano sul cuore).

Gli ultimi due mesi li ho dedicati a cercare un modo efficace per raccontare cosa stanno facendo le nostre truppe schierate in Afghanistan dal 2004. Ci sono riuscito malamente e solo grazie all’aiuto delle persone che mi sono state vicine e che ho incontrato (anche a 5000 km da casa) sulla mia strada.

Ho guardato neglio occhi ragazzi più giovani di me lasciare la casa nella quale sono cresciuti con una sana convinzione di fare una cosa giusta in un una nazione in difficoltà. Ho stretto la mano ad ufficiali in divisa che hanno i capelli bianchi o qualche in ruga in più per il peso dei ragazzi che hanno perso sul campo. Anche loro convinti di aver fatto la cosa giusta. Ho visto da vicino, nella politica, la sfumatura che separa l’impegno e l’attenzione prima che questo scivoli nel ridicolo e nell’ostentazione.

Ho visitato palazzi tirati a lucido dove il fine non è la salvaguardia di alcuna nazione e di alcun popolo, ma la migliore performance finanziaria.

Ho respirato un sacrificio genuino e, qualche volta, una rancida ipocrisìa.

Non ho nulla contro i militari italiani, non sono un “pacifista” oltranzista, ringrazio lo Stato Maggiore della Difesa per l’ospitalità e la cordialità. Credo che dovremmo imparare a superare un retaggio vecchio di 50 anni fa e chiamare le cose col loro nome. Sono però convinto che quattromila soldati in un paese così lontano sono un lusso che solo un Governo credibile può permettersi.

Dunque, il video che c’è in apertura è la mia “buona scusa” per l’assenza prolungata.

E’ il servizio andato in onda su La7 dentro Exit. Il programma di approfondimento e attualità per il quale, per chi ancora non lo sapesse o non l’avesse capito, lavoro dalla scorsa estate. Ne avevamo immaginato uno più lungo e strutturato, poi l’attualità ci ha costretti ad anticipare e rinunciare ad alcune parti per salvarne altre.

Finito di vedere il servizio rimanete in attesa.

Continuo, da lontano, a seguire le cronache locali e qualcosa non mi torna.

Ciao!

One Response to “Il mio Afghanistan, su La7”

  1. Roberto Lepera scrive:

    Il video risulta “privato”, quindi non visualizzabile.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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