Archive for the ‘le inchieste’ Category

A chi da fastidio la BandaFalò

Posted by Antonino Monteleone On agosto - 23 - 2010

Lavoro da qualche giorno ad alcune riflessioni che volevo condividere con voi, lettori di questo blog, che riguardano il mio futuro professionale (ancor più marcatamente lontano da Reggio Calabria); l’assurda pantomima della “crisi” politica al Comune di Reggio Calabria e della maniera in cui i media locali hanno trattato la vicenda; l’ultima (forse la più stupida) delle querele ricevute; il prossimo numero di “S” (il primo è stato un successo oltre ogni aspettativa, quindi grazie!).
E poi dare una risposta ai tanti amici che chiedono al sottoscritto, ed ai promotori, come si è conclusa la raccolta fondi in mio favore finalizzato all’acquisto di una nuova auto dopo l’attentato incendiario che ha visto la mia mitica Fiat Idea andare in fumo.

Invece bisogna dire due paroline chiare sullo scandaloso boicottaggio istituzionale subito ormai da diversi mesi dai ragazzi della “BandaFalò”.

Per prima cosa chiariamo cos’è BandaFalò.

Lo faccio io che nella struttura ci ho messo piede solo una volta. Si tratta di un gruppo di ragazzi che a dispetto del tentativo di affibbiargli il cliché di fancazzisti hanno, pochi anni fa, ripulito e reso fruibile una spiaggia a nord di Villa San Giovanni. Gestiscono con successo un lido e buona parte dei proventi viene utilizzata per finanziare il sostegno diretto ad alcune popolazioni africane della Costa d’Avorio.  Bisognerebbe applaudirli e invece gli si scaglia contro l’inferno.

La spiaggia di Porticello è oggi uno spazio in cui si può trascorrere piacevolmente una giornata al mare in una spiaggia attrezzata dai prezzi contenuti  che la sera si trasforma in ritrovo per ragazzi e non animato da serate musicali a tema.

Non i lidi-discoteca a cui sono abituati gli avventori del Lungomare reggino.

Un paio di giorni fa un blitz congiunto Guardia di Finanza e Nas dei Carabinieri, con tanto di unità cinofile, hanno fatto irruzione nel bel mezzo di un concerto per smantellare non una grande organizzazione crminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti, ma due-tre persone che si fumavano uno spinello. Insomma una canna.

E per un paio di canne è scattato un blitz antidroga con risultati peggiori di una battuta di pesca di due mariti sconsolati.

Il profondo rispetto che il sottoscritto nutre per le Forze di Polizia tutte mi impone di valutare i fatti per quelli che sono. L’operazione è stata ordinata e non riesco a credere che ci fosse un’articolata attività investigative dietro un fallito tentativo di individuare chissà quali partite di hascisc, marijuana e cocaina.

Profondo rispetto nutro anche verso la verità. Quindi chiariamo una cosa. E’ vero, come è vero, che qualcuno ha fumato dell’erba alla Bandafalò. Ed è vero, come è vero, che, come in qualsiasi altro lido aperto la sera, qualcuno abbia bevuto alcolici di ogni genere. Forse alla BandaFalò non troverete gente in mocassini e cardigan sulle spalle con l’aria odiosamente fighetta da Rotary Club (e questo non può che deporre bene per la BandaFalò), ma descrivere l’intero ambiente e le persone che lo frequentano alla stregua del più lurido dei S.E.R.T

Il forte contrasto tra la nota stampa divulgata ai media dai Carabinieri e il contenuto del verbale di sopralluogo rilasciato ai titolari delle concessioni è una delusione che avrei preferito evitare.

Ieri qualcuno ha fatto in modo che alcuni dei permessi, che garantiscono la sopravvivenza di un posto che non fattura centinaia di migliaia di euro come i lidi in mano alle cosche, affidati a prestanome con bravi avvocati, venissero messi in discussione.

Un caso?

Considerato che gli stessi problemi erano sorti all’inizio della stagione estiva non mi sorprende più.

Ma c’è un altro fatto che va considerato per andare in fondo alla storia della BandaFalò.

Dalle parti della spiaggia di Porticello trascorre le vacanze, in una villa – secondo alcune indiscrezioni che presto verificherò nei dettagli – già beneficiaria di un robusto condono edilizio un noto magistrato reggino (donna, Presidente di sezione del Tribunale del capoluogo) infastidita dal frastuono proveniente dalla spiaggia gestita dai ragazzi di BandaFalò.

E se, oltre a non fare parte del sistema mafioso che detta legge a Reggio Calabria come a Villa San Giovanni, fosse proprio questa la loro grave colpa?

antonino monteleone

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S-pazientiti?

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 25 - 2010

Una cosa è certa: gli edicolanti di Reggio Calabria e provincia ci avranno riservato qualche espressione colorita per via dell’altro numero di persone assetate di informazione che si aspettavano di trovare il “loro” nuovo mensile pronto per essere sfogliato.

Ci dispiace, parlo a nome dell’intero gruppo, che un problema alla macchina che “impacchetta” i giornali costringa molti di voi a pazientare ancora. Fino a martedì!

In quella data, mi è stato assicurato, almeno 2mila copie di “S” raggiungeranno le edicole principali della Città. Le restanti saranno completamente coperte entro venerdì. Alla faccia degli scaramantici!

Però è giusto ricompensare la vostra attesa e la risposta massiccia testimoniata dagli edicolanti subissati di richieste. Perciò, domani, assieme a Claudio Cordova abbiamo deciso di anticiparvi qualcosina delle 116 pagine a colori che troverete martedì!

A lunedì, con un piccolo assaggio di “S”.

am

La risposta di Sanitel

Posted by Antonino Monteleone On marzo - 9 - 2010

Pubblico di seguito il commento recapitato al sottoscritto dalla sig.ra Domenica Scopelliti che si è sentita “diffamata” da un semplice resoconto di atti documentali in mio possesso, ordinati in sequenza logica. Offrendo al lettore gli elementi necessari per trarre ogni conclusione.

Ecco la nota.

La Cooperativa Sociale Sanitelgest rappresentata dalla Sig.ra Domenica Scopelliti con la presente nota respinge ogni forma di illazione ed evidenzia l’infondatezza in ogni suo punto dell’assunto riportato dal blog.

Non ci si può trincerare dietro l’immagine di “paladino della giustizia” riportando circostanze parziali e non verificate facendo così il gioco di chi ha il solo intento di boicottare persone “scomode” come la scrivente.

Così facendo si delegittima gratuitamente l’operato di chi agisce con onestà e trasparenza ottenendo riconoscimenti nel quotidiano sia a livello locale che nazionale.

Si denuncia il titolo con il quale viene pubblicato on line l’articolo perché calunnioso e diffamatorio.

Lo stesso, riferito alla Cooperativa SanitelGest ed alla scrivente, ci etichetta e  ci infanga come appartenenti ad associazioni criminali organizzate danneggiando così l’immagine personale e professionale proprio all’indomani del successo pubblico ottenuto con la presentazione del progetto Telesanitel.

Rendo noto che i miei legali stanno procedendo presso le Sedi Giudiziarie competenti per la tutela della mia immagine, della mia azienda e del mio nucleo familiare.

Domenica Scopelliti

La ‘ndrangheta in corsia?

Posted by Antonino Monteleone On marzo - 4 - 2010

sanitel

Appena due giorni fa, con discreto risalto sulle cronache locali (vedi gli articoli de “Il Quotidiano”; di “Calabria Ora”; di “Gazzetta del Sud”), sono stati resi noti i dettagli di un “accordo” siglato tra  la “Fondazione per il Sud“; Enel Cuore e la società “Sanitelgest Group” che qualche anno fa ha costituito un’apposita Onlus per la partecipazione a bandi nel settore socio-assistenziale, e una serie di Comuni della Provincia di Reggio Calabria.

Alla conferenza stampa è stato invitato a partecipare anche la l’assessore alle politiche sociali Attilio Tucci.

Si tratta – cito il resoconto della conferenza stampa – di un “progetto integrato di telesoccorso, teleassistenza e sostegno sociale per anziani che si trovano in situazione di disagio e residenti nei seguenti comuni: Bagnara Calabra, Fiumara, Palmi, Mormanno, Rizziconi, San Roberto, Sant’Alessio in Aspromonte”.

Grazie al progetto “Telesanitel” – dal nome della società-azienda-onlus-cooperativa – saranno finanziati l’installazione e messa in funzione di 70 apparati di teleassistenza per altrettanti anziani individuati dai Comuni “partners” nell’ambito di un bando apposito che scadrà il 17 marzo di quest’anno.

Fin qui una lodevolissima iniziativa.

Anzi, per usare le parole di Giorgio Righetti, direttore generale della “Fondazione per il Sud”, “un progetto esemplare”.

Alla conferenza stampa, oltre all’assessore Attilio Tucci, era presente anche il responsabile media di Enel Cuore onlus, Domenico Trapasso e l’amministratore di “Santitelgest Onlus”, Domenica Scopelliti.

A questo punto, però, si inceppa tutto.

Qualcuno non sapeva o ha fatto finta di non sapere delle cosette non proprio di poco conto.

Cos’è Sanitelgest Group?

Si tratta di una società cooperativa a responsabilità limitata che opera nel campo dell’assistenza agli anziani.

Il marchio Sanitel viene ceduto anche a realtà locali che lo spendono con un sistema molto simile al franchising e quando si tratta di partecipare a gare d’appalto di una certa importanza, viene di volta in volta costituito un c.d. RTI, raggruppamento temporaneo di imprese, in cui partecipa la sede centrale Sanitel e la sua “succursale sul territorio”.

Nel comprensorio di Reggio Calabria esiste, infatti, la cooperativa Sanitelgest Onlus.

Dal sito istituzionale apprendiamo che:

la Cooperativa SANITELGEST ONLUS, si propone di svolgere la propria attività ed ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed alla integrazione sociale dei cittadini, attraverso lo svolgimento di attività di gestione di servizi assistenziali socio – sanitari ed infermieristici.

Però c’è una storia che non tutti sanno e che merita di essere raccontata.

Uno spaccato di come “funziona” il meccanismo. Di come una politica disattenta e cialtrona possa rendersi complice, quando non connivente, di situazioni molto poco chiare.

Il 19 dicembre del 2005 il Comune di Reggio Calabria, predispone un bando di gara per il “Conferimento del servizio di assistenza per la gestione del reparto uomini presso “Ricoveri Riuniti” e “Casa Giramondo“. Importo a base d’asta 41mila euro e spiccioli IVA inclusa.

I “Ricoveri riuniti” sono il nome di una storica casa di risposo comunale che si trova nel quartiere “Eremo-Condera”, proprio lungo la strada che porta alla basiica che custodisce l’effige della santa patrona della città dello stretto, un centinaio di metri prima dall’istituto ortopedico.

Quaranta posti letto, 20 uomini e 20 donne, in cui trovano ristoro anziani rimasti soli o in condizioni di salute tali da richiedere una pronta assistenza quasi lungo tutto l’arco delle 24 ore.

Di strutture così ce ne vorrebbero molte di più. Il problema della cura degli anziani è un fardello, costoso ed estenuante, per moltissime famiglie. Una questione molto complessa comune e molti territori.

Spesso però la gestione di queste strutture viene “esternalizzata”  e cominciano i guai.

E torniamo alla gara bandita nel 2005.

Vi prendono parte la Cooperativa ASIA e, per l’appunto, SANITEL Gest Onlus di Reggio Calabria  in RTI con SANITEL GEST Group di Novara.

Il 20 gennaio del 2006, con il punteggio massimo di 100, la commissione composta dalla Dirigente del Settore Politiche Sociali Carmela Stracuzza, da Loredana Pace (in sostituzione di Adelaide Marcianò) e da Egidio Surace, aggiudicava – in via provvisoria – l’appalto all’RTI Sanitel anche grazie ad un ribasso del 10,50%, rispetto al 7,13% della concorrente.

Ma non è solo il ribasso a decretare la vittoria. Ma il ricco curriculum di attività svolte da Domenica Scopelliti, co-titolare della Sanitel Onlus di Reggio Calabria.

L’autocertificazione prodotta, però, presentava più di un’irregolarità.

Per aggiudicarsi la gara era necssario avere svolto attività simili in altre strutture. Per tanti anni e con ottimi risultati.

Domenica Scopelliti, ragioniere analista programmatore, con attestato di “guida naturalistica” conseguito nel 1991, presso il CIAPI di Catona (RC) ha capito nel 2002 di avere altre aspirazioni.

Nel 2002 ottiene un brevetto di “Operatore di centrali di teleassistenza” e, dopo un passato da commessa in un negozio di abbigliamento per bambini, si specializza nel coordinamento di “servizi socio-assistenziali” presso varie strutture. Su e giù per l’Italia.

Ad esempio a Colizzano, in provincia di Savona. A Grignasco, Novara, presso la casa di riposo “82′ Brigata Osella” per conto del Consorzio C.A.S.A. di Gattinara, Vercelli. Oppure a Staffolo, in provincia di Ancona. Un’altra casa di riposo.

Questo lo dice la signora Scopelliti. Ragioniere, analista, teleassistente, naturalistica.

Ma la cooperativa seconda classificata decide di verificare, al posto dell’Amministrazione Comunale che invece avrebbe dovuto farlo motu proprio, se quel ricco curriculum fosse vero oppure no.

E così si viene a sapere, dal Comune di Staffolo (AN) che “non risulta che la sig.ra Scopelliti Domenica ha svolto servizio di coordinamento per la gestione dei reparti“. Che presso il Consorzio C.A.S.A. di Gattinara (VC) la Scopelliti “risulta ad oggi operatore NON CONOSCIUTO“. A Calizzano la casa di riposo “Suarez” dice che con la Scopelliti “non ha mai avuto rapporti”.

Le “indagini” se così possono definirsi cominciano a febbraio e ottengono le prime risposte, ne ho citate alcune, quasi 6 mesi dopo.

Le reazioni.

L’avvocato Antonio Alberto Martinelli, del foro di Roma, invia alla cooperativa ASIA, che cercava di capire come facesse la signora Scopelliti ad aver fatto così tante cose in pochi anni, una diffida “dal continuare a porre in essere qualsivoglia comportamento calunniatorio e/o diffamatorio nei confronti della signora Scopelliti” solo per avere “inopinatamente” chiesto informazioni alla casa di riposo di Staffolo.

Ma non è tutto. Martinelli diffida anche la casa di riposo “dal rilasciare qualsivoglia dichiarazione”.

A giugno del 2006 interviene Bruno Costantino, Presidente della Sanitel Gest Group di Novara, che – sfidando il buon senso – comunica al Comune di Reggio Calabria che la Scopelliti “non è stata strutturata all’interno delle case di riposo” – quindi ha mentito o è stata estreamamente imprecisa nella stesura del suo curriculum – “ma bensì l’incarico è stato conferito alla Soc. Coop. Sanitelgest Group ed all’interno e nella struttura di questa la sig.ra Domenica Scopelliti, ha prestato servizio di Coordinamento per la gestione delle Case di Riposo”.

E qui casca, di nuovo, l’asino.

Perché mentre Costantino conferma e ribadisce, tra gli altri, l’incarico presso la casa di riposo “Suarez”, viene smentito perché viene risposto che nessun rapporto vi era mai stato con la ditta “SANITEL GEST” di Novara. Mentre il consorzio C.A.S.A. della casa di cura di Gattinara, sul punto, dirà che tra gennaio 2000 e dicembre 2001 il servizio di “Terapista della riabilitazione e Infermieristico” era stato affidato ad una ditta “Sanitel” che però si trova in altra sede, rispetto a quella amministrata da Costantino, ed ha un’altra partitia iva. Risulta infatti titolare tal Rossana Blondelli.

L’amministrazione comunale, sotto le continue richieste di aggiornamento dei parametri utilizzati nella gara di affidamento del servizio di gestione dei “Ricoveri riuniti”, batte in ritirata.

Facciamo un passo indietro.

Il 6 marzo la dirigente Carmela Stracuzza comunica alle imprese Sanitel (aggiudicataria provvisoria) e Asia (esclusa) l’avvio della procedura per la rideterminazione del punteggio assegnato della commissione.

Questo perché non potevano ritenersi validi i servizi prestati in provincia di Varese, di Milano e Oderzo. E per l’evidente “incongruenza” rispetto alle attività a Gattinara e Calizzano.

Il 10 marzo arrivano altre carte bollate. L’avvocato della Scopelliti, Natale Polimeni, scrive ai dirigenti comunali per ottenere l’accesso agli atti di gara. In particolare per sapere perché il Comune ritenesse “incongruenti” le documentazioni prodotte.

L’11 di aprile, siamo sempre nel 2006, un nuovo atto formale col quale si “intima e diffida” il Comune ad assegnare “in via definitiva” l’appalto alla Sanitelgest Onlus.

Tra queste due date, però, accade qualcosa di strano.

La notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo ignoti danno fuoco alla macchina della dirigente comunale Carmela Stracuzza. La stessa che, tra le tante pratiche amministrative, aveva in mano anche la gara per i “Ricoveri Riuniti”.

Nessuna ipotesi che possa collegare le vicende però, a questo punto, non è possibile fare a meno di prendere nota di un particolare.

Domenica Scopelliti è sposata con un certo Antonino Caccamo. Dalle visure camerali fatte su Sanitel Gest Onlus risulta che quest’ultimo, almeno fino al 2007, ha mantenuto la carica di amministratore dell’impresa condivdendola proprio con la Scopelliti, della quale, peraltro, è il marito.

Adesso bisogna fare molta attenzione.

Questa gara, dopo tonnellate di carte, finisce nel nulla.

Si troverà la formula amministrativa migliore per “salvare capra e cavoli” e chiudere l’intera vicenda.

C’è un appunto – vergato a mano da una dirigente sul frontespizio di uno di questi documenti – che fa più o meno così “Si valutino con attenzione le circostanze allegate poiché, se fondate, inficiano la validità dell’aggiudicazione all’ATI. La gravità di quanto documentato pone la necessità di ulteriori chiarimenti (…) Parrebbe che le autocertificazioni prodotte dalla ditta (Sanitel) risultano false“. Siamo al 18 luglio del 2006.

Qual è la formula adotta per annullara la gara?

Dopo i “visto”, “letti gli atti”, “considerato che” e bla bla bla si dirà che “si è ridimensionato il numero degli anziani”; “a causa dei lavori di ristrutturazione si è dovuto procedere ai lavori di un reparto“; “la casa Giramondo è chiusa per interventi igienico-sanitari“; pertanto tutto annullato.

E vissero tutti felici e contenti.

Niente affatto.

Sanitel ci riprova. E si confronta, ancora una volta, con la cooperativa ASIA.

Siamo alla fine del 2006, tra ottobre e dicembre, e viene bandita una nuova gara.

Con determinazione n. 4090 del 20 novembre 2006 viene indetta l’asta pubblica per il “Servizio infermieristico presso la struttura Ricoveri Riuniti”.

Stesso scenario.

Gennaio 2007 viene nominata la commissione. Componenti Carmela Stracuzza, Adelaide Marcianò e Egidio Surace.

La Stracuzza, presidente, sarà sostituita da Giuseppe Chilà il 27 febbraio 2007. In quella sede la Sanitel Gest Onlus sarà ammessa alla gara, con riserva, per una irregolarità nella presentazione della fideiussione richiesta nel bando.

Una “problematica” che sarà superata dalla commissione il 12 marzo che riscontra l’esistenza di “giurisprudenza favorevole” all’ammissione di una fideiussione priva della firma del titolare della cooperativa, in questo caso beneficiario della garanzia assicurativa.

Apertura buste il 19 marzo.

Questa volta, da una base d’asta di 46mila euro, il ribasso di Sanitel sarà del 34% contro il 30% della solita concorrente ASIA.

Che quindi perde la gestione di un servizio che, fino a quel giorno, operava nella stessa struttura.

Il servizio sarà definitvamente assegnato a Sanitelgest Onlus il 27 luglio del 2007 con determina n. 2769.

Ma ecco il colpo di scena. Il coup de teatre.

Due giorni prima la Squadra Mobile di Reggio Calabria fa scattare l’operazione “Gebbione”. Un colpo durissimo per gli appartenenti alla cosca della ‘ndragheta dei Labate operante nella zona Sud di Reggio Calabria.

Tra gli arrestati anche Caccamo Giovanni. Fratello di Antonino Caccamo, cl. 1970, detto “Ninuzzo”.

Si proprio lui. Il marito di Scopelliti Domenica e amministratore della Sanitelgest Onlus, specializzata nell’assistenza socio-sanitaria. Quella che partecipa alle gare d’appalto del Comune di Reggio Calabria con la documentazione falsa e gli avvocati pronti a ringhiare.

Antonino Caccamo compare nell’ordinanza di custodia cautelare perché considerato dagli inquirenti un punto di riferimento di Santo Labate, fratello del capo cosca Pietro, nella gestione di attività commerciali fittiziamente intestate a prestanome.

Appare evidente – scrive il GIP Natina Pratticò -  come CACCAMO Giovanni 1975, unitamente al fratello CACCAMO Antonino cl.1970, titolare dei locali ove ha sede la predetta cooperativa, collabori fattivamente con LABATE Santo nella dissimulazione della reale titolarità delle attività economiche imprenditoriali, avviate dallo stesso LABATE Santo per conto della cosca, tra le quali giova ricordare va annoverato non solo la anzidetta cooperativa, ma anche un centro estetico.

Al processo, davanti al GUP, il 14 gennaio 2009, saranno assolti entrambi. Sia Giovanni che Antonino.

Nel 2008 però, Antonino Caccamo, che lavora anche con l’omonima impresa funebre di cui è titolare, viene arrestato dalla Polizia perché sorpreso a dare fuoco all’autovettura di un volontario della “Confraternita Misericordie”.

Concorrente diretto della Sanitelgest, in particolare, nel settore dell’assistenza agli anziani.

E alla mente torna l’episodio subito dalla dirigente Stracuzza nel marzo del 2006.

Ma la vita va avanti. E Caccamo Antonino non risulta più nemmeno co-titolare dell’azienda della moglie. Troppo rischioso.

A dicembre 2009 il Comune di Reggio Calabria ha predisposto un nuovo bando.

La delibera di Giunta n. 580 del 18 dicembre 2009  recita “Approvazione proposta riorganizzarione Ricoveri Riuniti 2 istituzione fondazione“.

Qualcuno già si frega le mani.

Nel frattempo, alla Provincia di Reggio Calabria, hanno presentato un “progetto esemplare“. E Sanitel si prenderà cura di 70 vecchietti nella Provincia.

antonino monteleone

p.s.: L’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Reggio Calabria, Attilio Tucci, ci tiene a precisare ai lettori che nessun “protocollo” o “accordo” è stato siglato tra l’amministrazione provinciale e alcuna società del network Sanitelgest.

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Le inchieste: “La città turistica”

Posted by Antonino Monteleone On agosto - 10 - 2009

Reggio Calabria è davvero una Città turistica? E’ questo il tema che segna la conclusione del ciclo di inchieste TV realizzate dal giornalista free-lance Antonino Monteleone andate in onda su TeleReggio a partire dal 6 luglio scorso.

Dopo essersi occupato di trasporti con le inchieste su SOGAS Spa e ATAM Spa; di sanità con “Cuore Matto“: un viaggio nelle cardiochirurgie calabresi; della vendita del “Pilone di Santa Trada” ad un privato da parte di ENEL scavalcando gli enti locali interessati; della problematica “sicurezza” nella Città di Reggio Calabria; la puntata odierna approfondirà alcuni aspetti connessi alla qualità dell’offerta turistica nella città dello Stretto.

Negli ultimi 5 anni l’amministrazione comunale, in questa direzione, ha investito cifre enormi. Qual è il rapporto tra risorse impiegate e risultati conseguiti?

Cosa trova il turista medio che viene a visitare la Città?

A che modello di turismo si ispirano le politiche messe in campo? Tursimo low-cost o d’elite? Esiste una vera e funzionale “rete” di servizi che renda piacevole il soggiorno a Reggio Calabria?

A cosa è servita la legge regionale di riordino del sistema turistico e cosa sono i “Sistemi Turistici Locali“?

Esiste oppure no una “cartello” degli albergatori che impone al pubblico prezzi esagerati? E perché il Grande Albergo Miramare è chiuso da anni?

Se la prima risorsa naturale è il mare a chi giova tenere il Lido Comunale nelle condizioni in cui versa? Ed i famosi “lidi” che animano il lungomare perché somigliano sempre di più a delle discoteche con evidente violazione delle leggi vigenti in materia di luoghi adibiti a “sala da ballo”? Qualcuno ha spiegato ai “concessionari” che non diventano “padroni” della spiaggia e che gli arenili ed il paesaggio appartengono a tutti?

Una città dove i punti informativi destinati ai turisti sono privi di personale in grado di parlare almeno una lingua straniera che immagine pensa di dare di sé?

Le immagini, girate all’inizio e nel pieno della stagione estiva, offrono uno spaccato che, se da un lato pongono mille dubbi per via di limiti difficili da superare, dall’altro lasciano ben sperare perché è evidente che le presenze turistiche, nonostante la crisi economica, crescono.

Appuntamento con “La città turistica” lunedì 10 agosto h. 21:10 su TeleReggio. Repliche anche mercoledì 12 agosto h. 14:50 e sabato 15 agosto h. 00:10.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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